Venezia È Un Teatro - Odessa, Zaitzev e Federova al Museo d’arte occidentale e orientale

 

 

Odessa è una città affascinante, nata per volontà della zarina Caterina II e dove, fin dal 1794, anno della fondazione, la cultura occidentale, intrecciatasi armoniosamente con quella russa, si è espressa in maniera grandiosa attraverso l’opera di architetti e artisti, soprattutto italiani e ticinesi. Non è quindi strano che due autori odessiti come Stanislav Zaitzev e Nina Fedorova nella loro originale creatività portino i segni profondi dell’influenza italiana. L’amore per il nostro paese, il desiderio di immergersi nelle architetture e nelle opere per tutta una vita studiate e amate, li ha spinti a compiervi alcuni viaggi anche in questi anni difficili. Uno li ha condotti a Venezia ed è all’origine della mostra “Veneziani 2024”, che si tiene dal 1 al 25 agosto nell’istituzione forse più importante della città ucraina sul Mar Nero, il Museo di Arte Occidentale e Orientale, dove già nel 1983 avevano presentato le loro opere. Questa esposizione, composta da 35 lavori di grafica e collage, è dunque nata dalle sensazioni e dalle emozioni, dai ricordi e dalle suggestioni di un viaggio tanto desiderato in Italia.

Le diverse esperienze di Stanislav e Nina, coppia nella vita e nel lavoro, lui da anni scenografo e costumista al Teatro accademico della commedia musicale ucraina, lei insegnante con cattedra di Design all’Università internazionale di Scienze umanistiche di Odessa, si riflettono, interloquendo fra loro, anche in queste opere, in cui si sviluppa l’immagine di una Venezia teatrale, una città famosa, eppure sotto certi aspetti inattesa, reinterpretata in maniera originale e personale nei suoi personaggi e monumenti iconici, che talvolta interagiscono fra loro, in un tripudio di cromie, tipiche dell’inconfondibile stile degli artisti.

“Venezia è un teatro”, mi aveva detto Emilia Kabakov alla presentazione della mostra “Diario veneziano”, progetto concepito insieme al marito Ilya, e realizzato per la 61ma Biennale. Per quanto possa apparire strano, quest’affermazione di una artista concettuale come la Kabakov esprime tutta l’essenza del lavoro “non concettuale” di Stanislav Zaitzev e Nina Fedorova. L’opera dei due artisti, infatti, incarna veramente l’essenza del teatro. La fantasia, la bellezza dei costumi, il sogno che s’intreccia alla realtà, trasformandola e rigenerandola, ci conduce di fronte a un palcoscenico che non finisce di stupirci, di aprirci il cuore e la mente verso un universo di bellezza e fantasia. E quale palcoscenico migliore di Venezia per una tale rappresentazione teatrale? Le impressioni di un viaggio recente e a lungo sognato, quello indicato nel titolo con la data 2024, hanno stimolato la fantasia dei due artisti odessiti, peraltro da sempre ispirati dalle vedute e, soprattutto, dai personaggi tradizionali veneziani del carnevale e della Commedia dell’arte. E quelle maschere prendono corpo e anima saturandosi delle loro forti cromie nelle variazioni del rosso, del blu, dell’azzurro, e divenendo talvolta incarnazioni dei più celebri monumenti cittadini. Così un giovane, baffuto gentiluomo è incoronato dalle geometrie del ponte di Rialto, un altro ha sul corsetto un poetico campiello, mentre le cupole di San Marco sovrastano un bizzarro Arlecchino. Senza dimenticare le coppie di personaggi, abbigliati in sontuosi costumi e maschere, che paiono dialogare con le severe, silenziose architetture sullo sfondo. La rassegna comprende anche alcune fotografie scattate da Nina Fedorova durante il soggiorno a Venezia, in cui cattura con maestria dettagli e luoghi, interagendo con le opere in un sottile connubio tra realtà e immaginazione.

Bene ha notato il regista Alessio Bergamo, nel suo testo che arricchisce il catalogo dell’esposizione, che “ognuno ha un teatro dell’anima, in cui le figure che lo abitano si trasmutano l’una nell’altra. Ma innanzitutto l’anima di questi due artisti si è nutrita di qualcosa che produce questo tipo di teatri. E poi, in quanto artisti, sanno trasformare i sogni in realtà e presentarli davanti a voi”.

L’armonia di coppia di Stanislav Zaitzev e Nina Fedorova, il cui lavoro da sempre s’intreccia e dialoga in una rara unione, è riuscita ancora una volta a creare qualcosa di unico, dove tutte le suggestioni, le approfondite conoscenze dell’arte moderna, vengono autonomamente e liberamente elaborate, trasformandosi in un’opera unica: “il teatro di Venezia”.


 

 

 

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