Come è Cambiato Il Concetto Di Mostra

 

 

 Per tutto il ‘900 la mostra, con i suoi consolidati rituali, ha rappresentato l’albero motore dell’arte. Quell’oscuro senso dell’attesa, la possibilità di ammirare la più recente produzione dell’artista, l’inevitabile scontro psicologico tra collezionisti erano sirene ammalianti che esaltavano oggettivamente quell’evento. Ci sono pagine bellissime che hanno accompagnato queste splendide ossessioni. Alcuni lampi illuminanti di Stefen Zweig, i sottili contrasti descritti da Giorgio Soavi nello splendido “Il quadro che mi manca“ sono devoti tributi che sconfinano nella letteratura più seducente. Ma in questa turbinosa fase di cambiamento tutto si è evoluto in maniera fin troppo rapida. Le mostre sopravvivono ancora, fortunatamente. Restano ancora un ancoraggio importante tra artisti, galleristi e collezionisti. Ma la presenza fisica sembra quasi vanificarsi. Il web, con le sue nuove strategie, offre alternative costanti. La possibilità di sedimentare tutto on line, visionando preventivamente opere, regesto critico, misure, prezzi, magari rincorrendo poi qualcuna di quelle banche dati che custodiscono nelle loro memorie tutte le battute d’asta di un artista, anche le più lontane. Un’osservazione rapida e puntuale da gestire in pochi minuti, senza perdere tempo, sfruttando poi un qualsiasi cellulare per raccogliere, all’occorrenza, ulteriori elementi nello tsunami gigantesco che travolge quotidianamente ogni addetto del settore.

Scomparso quindi, il senso dell’attesa, vanificato ogni particolare interesse sull’evoluzione dell’artista, azzerando ansie e turbamenti di qualsiasi vernice, spesso e volentieri il peso specifico di una mostra si traduce nell’interesse economico che possono animare le opere nel presente ma, soprattutto, nel futuro. Tutto qui. Un orizzonte senza particolari emozioni, senza logiche concessioni alla bellezza dell’opera e al gesto creativo che la accompagna. Ecco, in un sistema che cambia, che muta i suoi connotati, la mostra resta un riferimento diverso e nuovo. Un profilo che si offre al mondo dell’arte in modo assolutamente innovativo, con l’intelligenza artificiale che già propone ulteriori evoluzioni, spingendo più in là il domani, verso traguardi che, oggettivamente, al momento, possiamo solo immaginare.

 

 

 

 

 

L'Autore

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Custodisce mille interessi. Giornalista, saggista, medico chirurgo plurispecialista, ma soprattutto napoletano, il mestiere forse più difficile e complesso. Ama la vivacità culturale, le tesi in penombra, la scrittura raffinata e ribelle. Ma ama anche la genialità del calcio e la creatività dell’arte. Crea le sue rubriche settimanali su alcuni quotidiani nazionali muovendosi sul pentagramma del costume, dei new-media, della cronaca. È stato più volte senatore e parlamentare della Repubblica perché era affascinato da quella battaglia delle idee che oggi sembra, apparentemente, scolorirsi.

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