Quando Nemmeno L'Arte Va Più In Vacanza

 

 

C’erano estati in cui, una volta, era difficile parlare d’ arte. In città, col caldo, le gallerie ammainavano le vele, i collezionisti raggiungevano le case al mare o in montagna, si visitavano le poche gallerie locali e si viveva, fugacemente, un certo interesse per le aste sul lungomare, quelle che ogni sera offrivano quadri, antiquariato, tappeti. Tutta roba di media qualità. Un’abitudine delle serate estive, certo, ma tutto era vissuto con toni felpati, tranquilli, magari con un gelato tra le mani, nel classico dopocena, secondo le logiche di un classico periodo di riposo. Poi, sono arrivati internet, il cellulare che non si spegne mai, la necessità di restare sempre connessi e tutto è progressivamente cambiato. Agosto, ormai, non è più un mese di stasi e di riposo, anzi. Le case d’asta offrono ancora proporre ogni sera realtà diversificate. Dall’opera prestigiosa, di valore e livello assoluto, fino all’artista mediocre che si appuntamenti di vario tipo, le offerte possono giungere tranquillamente online, molti anticipano già quello che succederà a settembre e ottobre. Sirene per tutti i gusti e per tutte le tasche. Mentre si tracciano i bilanci del primo semestre, mentre fioriscono, ormai, in ogni discreta località di vacanza, nuove, rampanti gallerie in grado di offrire il meglio della produzione italiana ed europea, disponibili ovviamente a discutere forme e metodi di ogni, relativo pagamento. E in alcune realtà le vacanze sono diventate, ormai, un’autentica fiera dell’arte che offre ogni sera solo l’imbarazzo della scelta. E’ la metamorfosi del mondo dell’arte. Profondamente mutato negli ultimi trent’anni, trasformatosi in una macchina infernale che macina movimenti, artisti, attese e risultati. Mentre dalle tv private nessuno molla un attimo, continuando a cela, magari, dietro uno pseudonimo francese. E la ruota continua a girare, vorticosamente, in cerca del prossimo appassionato che transita su quei canali. Mentre le banche dati continuano a dispensare il proprio sapere, raccontandoci tutto di un pittore : i suoi primi riscontri mercantili, i suoi sviluppi, la propria ascesa o, eventualmente, la caduta libera alla quale ha dovuto sottoporsi negli ultimi anni. Con il collezionista che si sente sempre più un economista che studia traiettorie, analisi di bilancio, diagrammi, valutando se conviene comprare ora o aspettare le aste d’autunno, quelle che ci chiariranno se l’artista ha davvero un futuro nella cassaforte delle nostre certezze o è una stella cometa destinata ad esaurirsi a Natale.

 

 

L'Autore

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Custodisce mille interessi. Giornalista, saggista, medico chirurgo plurispecialista, ma soprattutto napoletano, il mestiere forse più difficile e complesso. Ama la vivacità culturale, le tesi in penombra, la scrittura raffinata e ribelle. Ma ama anche la genialità del calcio e la creatività dell’arte. Crea le sue rubriche settimanali su alcuni quotidiani nazionali muovendosi sul pentagramma del costume, dei new-media, della cronaca. È stato più volte senatore e parlamentare della Repubblica perché era affascinato da quella battaglia delle idee che oggi sembra, apparentemente, scolorirsi.

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