Andare dall’avvocato e avere la sensazione di trovarsi in una galleria d’arte. È quanto accade con lo studio legale Luciano | Ballo & Associati nelle due sedi di Padova e Rovigo. È evidente la passione per il collezionismo di Gianluca Ballo e Alessandro Luciano. Un amore che viene da lontano e così irrinunciabile da volerlo sempre, letteralmente, sotto gli occhi. Una passione che, inoltre, li ha spinti a prestare assistenza professionale per la tutela degli artisti.
Partiamo dagli inizi: quando il colpo di fulmine con l’arte?
G.B. Il primo ricordo risale all’infanzia. Durante una gita ad Assisi, rimasi impressionato dal crocifisso di San Damiano nella Basilica di Santa Chiara. Sembrava restituire lo sguardo al visitatore, in un dialogo profondo fra l’artista e l’osservatore.
A.L. Mi sono avvicinato all’arte nel 2003. Era una mostra dedicata a Miró e Kandinsky alla Peggy Guggenheim Collection a Venezia. Da quel momento, mi ha sempre attratto l’astrattismo: mi fa entrare in una dimensione onirica composta da linee colorate che si rincorrono, segni che sembrano rappresentare mondi immaginari.
Nel variegato panorama artistico contemporaneo, come si orientano le vostre preferenze?
G.B. Preferisco il ‘900, un secolo in cui i cambiamenti culturali e sociali hanno spinto gli artisti verso nuovi codici di comunicazione, anche se questi oggi non rispecchiano più la società contemporanea.
A.L. Ad attrarmi in particolare l’astrattismo e il futurismo: il primo perché abbandona la realtà per esprimere sentimenti interiori attraverso forme, colori e linee pure; il secondo perché celebra audacia, dinamismo e tecnologia.
Una passione per il collezionismo che viene da lontano e ha portato i due legali a circondarsi di opere d'arte anche nell'ambiente di lavoro
Che cosa vi guida al momento dell’acquisizione: fiuto, istinto, approfondimento dello studio dell’artista?
G.B. Vivo una sorta di innamoramento, una tensione che prima è di tipo irrazionale, seguita poi da un approfondimento dello studio dell’artista, proporzionale all’emozione che suscita.
A.L. A guidarmi senz’altro è l’emozione, l’ammirazione per il dipinto e il desiderio di impossessarmene per portare nel mio luogo di lavoro armonia e bellezza.
E non c’è nemmeno da trascurare l’aspetto investimento. Gli analisti indicano il bene artistico, malgrado le inevitabili oscillazioni del mercato, come quello dal rendimento più elevato a medio/lungo termine. Ne tenete conto?
G.B. Questo è l’aspetto che ha meno a che vedere con le sensazioni trasmesse dall’opera. Risulta difficile comprendere in base a quali ragioni una riscuota maggior successo commerciale rispetto a un’altra. Spesso, è una questione di mode transitorie frutto dell’azione di abili e facoltosi operatori del settore. In generale, il pubblico tende a confondere valore culturale e quotazione.
A.L. Comincio da una valutazione della storia dell’artista, del suo mercato; proseguo indagando autenticità e provenienza e mi faccio affiancare da consulenti ed esperti per evitare errori e acquisizioni di falsi. Mi interessano anche gli emergenti: con un minimo margine di rischio potrebbero offrire interessanti opportunità a medio-lungo termine.
L’opera che vi ha dato più soddisfazione, a cui non rinuncereste mai.
G.B. Amo soprattutto la scultura che impone prepotentemente la sua presenza fisica in una stanza. Francesco Messina e William McElcheran sono autori alle cui opere non rinuncerei.
A.L. Mi gratificano in modo particolare i lavori di Carlo Sciff e di Cinzio Veneziani.
"Al cospetto di un opera d'arte, vivo una sorta di innamoramento, una tensione irrazionale, seguita poi dallo studio dell'artista che è proporzionale all'emozione suscitata"
Gianluca Ballo
Che cosa significa per voi lavorare circondati da dipinti e sculture?
G.B. L’opera innesca un circolo virtuoso che consente di sentirsi meglio e quindi di lavorare meglio. Il bello è, da sempre, la migliore medicina per l’anima.
A.L. Introdurre l’arte negli ambienti di lavoro riduce lo stress, aumenta la creatività e il benessere anche dei collaboratori, oltre a rendere più prestigiosa l’immagine dello studio.
E l’effetto sui clienti?
G.B. La voglia di saperne di più e di capire quali siano state le ragioni per cui proprio quell’opera sia piaciuta. Non di rado, i clienti si dimostrano interessati ad acquistare lavori dello stesso autore.
A.L. La presenza dell’arte comunica valori come creatività, attenzione ai dettagli e prestigio. Facilita il rapporto con l’assistito e aumenta la percezione di affidabilità e modernità dello nostro studio.
Un consiglio a un giovane collezionista.
G.B. Seguire il cuore. Ci sono opere che parlano in silenzio e non sempre serve che vadano all’asta per farsi notare.
A.L. Assecondare la propria passione, studiare il mercato, visitare mostre e gallerie, fidarsi del proprio istinto, circondarsi di professionisti di fiducia.
"Introdurre l'arte negli ambienti di lavoro riduce lo stress, aumenta la creatività e il benessere anche dei collaboratori, oltre a rendere più prestigiosa l'immagine dello studio"
Alessandro Luciano

