Nel nuovo volume “Audacia, ribellione, velocità” (Rizzoli 2025), Giordano Bruno Guerri torna a misurarsi con una delle avventure più incandescenti della cultura italiana: il futurismo. Con taglio narrativo vivace e rigore storico, l’autore rilegge l’irruzione di quel movimento che, agli albori del '900, frantuma la tradizione per plasmare un’idea radicalmente nuova di modernità.
Marinetti, figura magnetica e catalizzatrice, diventa il centro di una costellazione di talenti – da Boccioni a Balla, da Depero a Benedetta Cappa – animati dal comune desiderio di scardinare le regole del presente. L’autore indaga le traiettorie artistiche e anche le tensioni politiche e sociali che accompagnarono quella stagione, restituendo un panorama meno schematico di quanto tramandato.
Il rapporto con la guerra, il ruolo delle donne nell’avanguardia, l’adesione al mito della velocità e il controverso dialogo con il fascismo emergono con sfumature nuove, illuminate da documenti e immagini poco noti. Il libro diventa così non solo una ricostruzione storica, ma anche una riflessione sull’eredità di quell’energia creativa che continua a pulsare nelle tecnologie, nei linguaggi e negli sguardi contemporanei. Guerri conferma la sua capacità di intrecciare erudizione e racconto, offrendo una lettura avvincente che lascia un’impronta più viva della polvere dei manifesti.

