Nel panorama artistico contemporaneo, l’opera di Giuseppe Leone si distingue per la sua capacità di intrecciare esperienza personale, riflessione critica e tensione etica in un percorso che, dagli anni del Novecento fino ai giorni nostri, ha mantenuto sempre viva l’urgenza della ricerca. Il suo nuovo volume, “I giorni della clessidra. O la libertà del cuore”, edito da Guida Editori con un saggio introduttivo di Marco Bussagli e arricchito dal contributo poetico-letterario di Francisco Soriano, rappresenta un tassello fondamentale per comprendere non solo la sua vicenda creativa, ma anche il senso più profondo del “fare arte” oggi.
Il libro nasce nel tempo sospeso della pandemia, quando l’isolamento ha costretto tutti a misurarsi con la fragilità e la lentezza del vivere. Per Leone quel tempo è stato una clessidra che ha permesso di riaprire vecchie cartelle, riportando alla luce disegni, bozzetti, lavori mai terminati e opere dimenticate. Non si tratta di un semplice esercizio di memoria, bensì di una rinascita: frammenti che, ricomposti, hanno dato vita a un viaggio interiore dove la sabbia che scorre non segna solo il passaggio del tempo, ma diventa metafora di libertà e di rigenerazione. Il titolo stesso, “I giorni della clessidra. O la libertà del cuore”, allude a questa duplice tensione: da un lato la consapevolezza del tempo che passa e invita alla riflessione, dall’altro la forza liberatoria dell’arte, intesa come atto indipendente da mode e schemi prestabiliti. Leone rivendica una libertà anarchica, mai uniforme, sempre in divenire: un’arte che si rompe e rinasce, che attraversa linguaggi differenti, dal disegno alla pittura, fino a materiali come l’oro e il petrolio, riletti in chiave contemporanea come simboli di alchimia e trasformazione.
Il volume non si limita a un resoconto autobiografico, ma si configura come una mappa critica che intreccia il vissuto dell’artista con i contributi di storici, critici e poeti. Accanto alle riflessioni di Bussagli e Soriano, trovano spazio i rimandi a chi ha condiviso e studiato il percorso di Leone – tra cui Gallo Mazzeo, Ficele, Sovente, Scalera, Caruso, Mattioli e Angela Cerritello – delineando un coro plurale che testimonia l’ampiezza del suo orizzonte culturale.
Al centro resta però la sua ricerca artistica, guidata dalle celebri “Tre E” – Etica, Estetica, Educazione – che sintetizzano il senso del suo lavoro. Per Leone l’arte non è un bene di consumo, ma un bene di pensiero, un atto di responsabilità che si nutre di conoscenza, consapevolezza e onestà intellettuale. È un percorso che guarda al passato senza nostalgia, ma con gratitudine; che nel presente trova il terreno della riflessione e nel futuro intravede la sfida di una continua esplorazione.
“I giorni della clessidra” non offre soluzioni né ricette: si presenta piuttosto come un mosaico di frammenti, un puzzle che invita a rigirare la clessidra per riscoprire sé stessi. Ogni pagina è un passaggio di testimone, un dialogo tra generazioni e linguaggi, un richiamo costante a quella libertà del cuore che per Leone coincide con il senso autentico dell’arte.
Questo volume, che sarà presentato in anteprima il 24 settembre al Museo Correale di Sorrento, è dunque molto più di un libro d’artista: è un atto critico e poetico insieme, un’opera capace di raccontare un’intera traiettoria creativa e di restituire al lettore la possibilità di riconoscere, nella parabola di un artista, frammenti della propria umanità.