La rassegna dal titolo "Doppia vita" propone una decina di opere appartenenti a un ciclo iniziato tre anni fa
"Le figure che popolano i mondi pittorici immaginati dall'artista, pur restando riconoscibili nella loro struttura anatomica, si fanno instabili, si fondono gradualmente negli sfondi, attraversate da tensioni, segni e sovrapposizioni che ne mettono costantemente in discussione l'unità e la natura", evidenzia Gaetano Salerno nel testo di presentazione della mostra di Maria Angela Tiozzi, intitolata "Doppia vita", che si tiene fino al 28 febbraio negli spazi espositivi della Libreria Coop di Venezia - Mestre.
Nell'attuale circostanza, l'artista veneziana propone una decina di opere appartenenti a un ciclo iniziato tre anni fa dove alcuni fogli di acetato vengono dipinti, graffiati, ritagliati e ricomposti per modulare una silhouette che ricorda frontalmente un corpo umano acefalo.
La sua arte parte dalla fotografia e trova ispirazione nella statuaria classica
"Ho iniziato a costruire le mie immagini partendo dalla fotografia e dalla conseguente possibilità di concepire una forma che stava per nascere. In ciò ho trovato ispirazione anche nella statuaria classica", ricorda Maria Angela. In tali occasioni, emergono elementi fantasmatici capaci di suscitare inattese emozioni in chi li osserva con la dovuta partecipazione percettiva, scoprendosi addirittura interprete di un simile divenire creativo.
E ciò può succedere perché l'artista articola e offre "un immaginario denso di rimandi, in cui la figurazione si carica di nuovi lavori metaforici", sottolinea ancora Salerno. Qui, ciascuno può improvvisamente incontrare o ricostruire una parte nascosta e stupefacente di se stesso. Ed è un risultato sorprendente a dimostrazione ancora una volta che l'arte, quando è tale, manifesta compiutamente l'assoluta importanza transitiva del suo ruolo, capace di illuminare il pensiero di chi l'accoglie.
Modula silhouette che ricordano frontalmente un corpo umano acefalo