Dagli incontri con Fontana, Restany e Le Noci fino all’attuale vessillo per gli Sbandieratori di Gubbio esposto a Kuwait City
Quest'anno ha partecipato alla manifestazione degli sbandieratori di Gubbio, effettuata a Kuwait City, realizzando un vessillo che rappresenta, secondo il suo tipico approccio comportamentale, alcuni essenziali rimandi a San Francesco, al lupo e alla stessa Gubbio. Armando Marrocco, all'età di ottantasei anni ampiamente compiuti (è nato a Galatina, Lecce, l'8 febbraio 1939), non smette di attivare uno straordinario spirito creativo che gli ha permesso di attraversare con sperimentale freschezza oltre sessant'anni dell'arte del nostro tempo.
Nato a Galatina nel 39, attraversa con sperimentale freschezza oltre 60 anni dell’arte del nostro tempo
Ed ecco come nasce il Marrocco che abbiamo imparato a conoscere, reduce da una precoce esperienza presso le botteghe di alcuni artigiani del suo paese e dai successivi studi di progettazione urbanistica. Sarà per lui determinante l'incontro con Lucio Fontana che nel 1962 gli suggerirà di trasferirsi a Milano, allora nel pieno fervore di innovazione artistica. Qui avrà modo di proporsi in diversi spazi espositivi tra cui la Galleria Apollinaire di Guido Le Noci dove conoscerà Pierre Restany, fondatore del nouveau réalisme. Quest'ultimo apprezzerà a tal punto il suo impegno da invitarlo a collaborare con Jean Tinguely. Il ruolo della materia e dei diversi materiali sovente assemblati insieme (da interpretarsi anche come memoria ricorrente dei primi passi e riflesso delle iniziali sperimentazioni milanesi ) lo indirizzeranno quindi verso l'arte programmata e cinetica dove spicca l'uso del cartoncino o del cartone da pacchi (Intrecci, 1962-63) e dell'acciaio inox (Strutture, 1966).
Nel 62, incontra Lucio Fontana che gli suggerisce di trasferirsi a Milano, all’epoca in pieno fervore artistico
La continua predilezione per la ricerca estetica lo condurrà in seguito a quell'arte comportamentale di cui è considerato uno dei principali interpreti grazie all'uso della performance (da sottolineare i cicli dedicati alla scrittura) e a sperimentazioni del linguaggio del corpo, senza trascurare, per esempio, forme di comunicazione di natura sonora e altre invenzioni come le Tele colorate per combustione di fumogeni. In ambito sacro sono almeno da ricordare i tre portali in bronzo del Santuario di Santa Maria di Leuca nel 1999 e quello destinato al Duomo di Lecce nel 2000. E così fino a oggi. In tal modo egli ha rinnovato e perpetuato ogni giorno, attraverso la sua arte, le suggestioni e le interrogazioni dell'esistenza.
In ambito sacro, scolpisce nel 1999 tre portali per il Santuario di Santa Maria di Leuca e nel 2000 quello per il Duomo di Lecce