Sculture secondo natura - Pietrasanta: è dedicata a Kan Yasuda la mostra estiva

L’esposizione si snoda fra Piazza Duomo, Piazza Carducci, Chiesa e Chiostro di Sant’Agostino, pontile di Marina di Pietrasanta

“Oltre la Forma” è la mostra dedicata a Kan Yasuda (Bibai 1945), che celebra nei principali spazi pubblici di Pietrasanta i 50 anni di permanenza e lavoro nella cittadinaversiliese del maestro giapponese.

La rassegna celebra i suoi 50 anni di permanenza e di lavoro nella cittadina versiliese

La rassegna coincide con il 30° anniversario dalla sua prima iniziativa espositiva in loco nel 1995, e ha visto anche la consegna da parte del sindaco della città, Alberto Stefano Giovannetti, della cittadinanza onoraria, per la attività artistica condotta senza sosta in collaborazione con le maestranze locali (Studio Angeli) e soprattutto per aver dato lustro con il suo operato al territorio.

Le sculture sono state concepite per dar vita a una sinergia fra le opere e l’armonica simmetria dell’urbanistica, con la finalità di cogliere e valorizzare il genius loci e assecondare il principio dello shizen: accogliere i modelli e le leggi della natura.

Così, nella Piazza del Duomo, nella chiesa e nel chiostro di S.Agostino e sul pontile di Marina di Pietrasanta, le creazioni di Kan Yasuda risuonano con l’ambiente che le ospita, come ha affermato a più riprese lo stesso artista, entrando in sintonia congli spazi.

Sua prerogativa la capacità di fondere il pensiero orientale con la tradizione scultorea dell’Occidente

Questa visione che armonizza opere e tutto ciò che le circonda, fa parte della cultura zen dell’autore. Mette in rilievo quell’impermanenza, che ha alla base la concezione panicadell’esistente, per la quale “tutto è in uno e uno in tutto” come sottolineato nel testo introduttivo della mostra.

Questi principi lo accompagnano sin da quando, grazie a una borsa di studio, è arrivato venticinquenne a Roma nel 1970 per studiare all’Accademia di belle arti, attratto dalla ricca tradizione scultorea e architettonica italiana, i cui fasti avevano da secoli raggiunto l’Oriente.

I capolavori di Michelangelo lo conducono a Pietrasanta, dove ilmaestro toscano aveva scelto i marmi per i suoi capolavori.

Durante l’inaugurazione il sindaco gli ha conferito la cittadinanza onoraria

Una ricerca coerente e inesausta quella di Yasuda, che nel corso dei decenni ha saputo fondere il pensiero orientale con la tradizione plastica occidentale. Ha dato così origine a una vera e propria filosofia tradotta in prassi scultorea.

Al culmine di un ciclo di importanti esposizioni, dai Mercati Traianei a Roma al Parco del Valentino a Torino, passando per l’Hokkaido Museum of Modern Art, ora Kan regala alla sua città d’elezione un’approfondita riflessione sulla sua lunga e prestigiosa carriera.

 

IN QUEL MARMO LO SPIRITO ZEN

Di Luciano Caprile.

Sguardo dolce e attento, sorriso tenero, corpo esile e scattante, pelle levigata: tutto in Kan Yasuda non dimostra l’età. Soprattutto il suo spirito. Nato a Bibai sull’isola di Hokkaidō, nel 1945, dopo la laurea alla Tokyo University of Arts, grazie a una borsa di studio si trasferisce in Italia: a Roma prima e a Pietrasanta dal 1970.  Qui ad accogliere chi arriva in treno Chiave di sogno, un candido blocco in marmo di Carrara, morbidamente levigato e attraversato da un grande foro centrale che cattura lo sguardo per proiettarlo in un oltre che travalica ogni possibile immagine. E di questi sogni Yasuda ne ha collocati e distribuiti in molte parti del mondo, avvalendosi della cultura del paese natale che favorisce una raffinata spiritualità (zen) nei gesti  e nelle composizioni dei suoi artisti. Pertanto, queste sculture in marmo e in bronzo sollevano emozioni inattese dal momento che si comportano alla stregua di uno specchio che si rivolge particolarmente all'inconscio, facendo maturare pensieri provenienti da strade sovente sconosciute all'osservatore.
Bruno Munari, dopo aver visitato la prima mostra italiana a Milano nel 1991, dichiara: "Le sue opere non contengono nulla ma rappresentano il tutto". Quasi un ossimoro che coglie pienamente nel segno dato che il nulla e il tutto sembrano dilatarsi e interloquire nella sinuosa maturazione delle forme o, per contrasto, in qualche geometrica, apparente staticità costruttiva, talora riscattata da rotonde fughe ascensionali. D'altra parte, la sorpresa e lo sconcerto sono alcune delle funzioni messe in atto da Yasuda, soprattutto nelle strutture momumentali che pongono il visitatore in una posizione quasi di sudditanza dovuta all'armonia compositiva che emerge sempre dall'immediato impatto. Tanto da far sembrare un oracolo quella stupefacente e, magari a un primo sguardo, impenetrabile visione. Insomma, non se ne esce intatti dall'incontro con una simile scultura precipitata da chissà dove, insieme al suo artefice. D'altronde, lo stesso può succedere a tutte le cose di cui non si comprende l'inizio e la fine quando all’improvviso entrano a far parte della nostra esistenza.

 

Kan Yasuda

Oltre la Forma

Pietrasanta

Piazza Duomo

Piazza Carducci

Chiesa, Chiostro di Sant’Agostino

Marina di Pietrasanta, pontile

Fino/until 21/09

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