Come Scompaiono I Ghiacciai - Rivoli, al Castello, personale di Cecilia Vicuña

24 Luglio 2026

 

 

 

La rassegna è la prima in Italia dedicata all’artista cilena

 

Il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea presenta l’opera della poetessa, artista, regista e attivista Cecilia Vicuña. Nata a Santiago del Cile, ha vissuto anche a Londra, Bogotà e New York. Le sue opere sono state ampiamente esposte e l’artista è autrice di oltre 30 libri d’arte e poesia pubblicati tra Stati Uniti, Europa e America Latina. Nel 2022, è stata insignita del Leone d’Oro alla carriera in occasione della 59ª Biennale di Venezia. Questa è la sua prima mostra personale in un museo italiano.

Fin dagli anni ‘60, Vicuña crea installazioni scultoree che definisce Arte Precario. Le descrive come opere “fragili, effimere e site-specific, che affrontano i temi dell’ecologia, della memoria e della resistenza politica”. Le installazioni variano in scala, dalle dimensioni ridotte a quelle monumentali; molte sono sculture temporanee destinate a svanire, logorate da elementi come il vento e l’acqua. Esse fungono da metafore del discorso ecologico, incentrate sulla scomparsa dei nostri ecosistemi e su ciò che l’artista definisce la “morte terminale della natura”. La sua tavolozza è composta da una serie di elementi naturali ritrovati, come frammenti di legno, pietre, conchiglie, piume e simili, spesso raccolti dalla comunità locale che circonda il progetto. Il loro coinvolgimento, auspica l’artista, aiuterà a costruire un senso di collettività: una comunità che diventi una “resistenza imminente” contro la distruzione ecologica e l’ingiustizia sociale. Il suo ruolo è quello di documentare, intrecciando gli elementi ritrovati in una poesia tridimensionale nello spazio, per creare un quipu “che commemori la perdita celebrando al contempo la vita”.

 

Nel 2022, è stata insignita del Leone d'Oro alla carriera in occasione della 59' Biennale di Venezia

 

Un quipu è un antico sistema di registrazione dei dati di epoca incaica, basato sui nodi e costituito da corde con fili annodati di vari colori, utilizzati per registrare eventi, tenere conti, ecc.

Circondata da video, canti e suoni, il fulcro di “El glaciar ido” è un’opera site-specific commissionata per la Manica Lunga e realizzata da Vicuña. Questo monumentale quipu acostado aereo attraversa lo sviluppo longitudinale dell’edificio: si tratta di “un’installazione orizzontale sospesa a diverse altezze”.

Fili paralleli di lana non filata, alcuni con nodi e altri senza, raccontano una storia, registrano il passare del tempo e riflettono sull’esistenza dell’uomo nel suo ambiente e sui segni che egli lascia dietro di sé. Vedere e leggere questa storia dovrebbe aiutarci a ricordare, a essere più rispettosi e riconoscenti. L’uomo deve impegnarsi a favorire la rigenerazione della natura invece della sua distruzione. Deve sempre tener presente di essere solo una parte del tutto, un elemento transitorio in un fragile ecosistema.

“El glaciar ido” è “un resoconto narrativo dell’esistenza e della scomparsa dei ghiacciai della Valle di Susa”. È un’installazione immersiva tessuta da Vicuña, ma unita al suo ambiente dal gioco di luci e ombre che proietta sul pavimento e sulle pareti. Il visitatore diventa così una parte transitoria dell’installazione, un monito della natura effimera dell’insieme.

El glaciar ido circondato da video, canti e suoni è un'opera site-specific commissionata apposta per questa esposizione

 

 

 

L'Autore

Articoli Correlati

Articoli Recenti

I più letti di oggi