Il Fotografo Della Luce - Milano: Man Ray a Palazzo Reale

10 Settembre 2025

 

 

 

La grande rassegna propone principalmente fotografie, negativi, stampe vintage e collage

A Palazzo Reale si inaugurerà la personale di Man Ray dal titolo  “Forme di luce” (a cura di Pierre-Yves Butzbach e Robert Rocca, 24/09-11/01/2026). In esposizione materiali originali, principalmente fotografie, negativi, stampe vintage, collage e documenti.

Nato nel 1890 a Philadelphia come Emmanuel Radnitzky, Man Ray si è cimentato anche nella pittura, nella scultura e nella regia cinematografica. A partire dall’esordio a New York con la prima personale nel 1915, si impone come uno dei protagonisti del dadaismo americano insieme all’amico Marcel Duchamp fino a quando, trasferitosi a Parigi negli anni ‘20, si concentrerà sulla fotografia. È del periodo la serie dei Rayographs: immagini astratte realizzate senza la macchina fotografica attraverso la collocazione degli oggetti fra la fonte di luce e la carta fotosensibile. Ne risulteranno immagini dai motivi geometrici e dalle forme misteriose.

Pittore, scultore e regista raggiunge la notorietà come fotografo con la serie dei Rayographs

Accolto con entusiasmo dalla comunità artistica della Ville Lumière, diviene uno dei più originali esponenti di quella feconda stagione, sospesa fra dadaismo e surrealismo, e riuscirà a imporsi anche come fotografo ritrattista (fra i più noti, i suoi scatti a Salvador Dalí, Joan Miró, Ernest Hemingway, Ezra Pound e Balthus).

Nello stesso periodo, lo sguardo si sofferma sul corpo femminile e sulla sua sensualità. Le Violon d’Ingres (1924) ritrae la cantante parigina Alice Ernestine Prin, più nota come Kiki de Montparnasse, protagonista della bohème e compagna del fotografo. La ritrae in bianco e nero, seduta forse sul bordo di un letto, la schiena nuda fino ai fianchi, parzialmente avvolti da un tessuto damascato; il volto, parzialmente coperto da un turbante, si intravede solo di profilo. Sulla schiena,  l’artista ha disegnato a china i due fori di risonanza del violino, le classiche aperture laterali a forma di effe, come se la donna fosse uno strumento musicale.

Nella Parigi degli anni ’20, si impone come ritrattista

Altrettanto nota è la foto Noire et blanche (1926), in cui l’amata Kiki appare con il viso, liscio e bianchissimo, morbidamente appoggiato su un drappo, con la mano sinistra a sorreggere una maschera africana di ebano. Istintivamente, si è portati a pensare al contrasto fra mondi e culture diverse, anche se, forse, vero protagonista è il sogno, tema caro ai surrealisti, come suggeriscono gli occhi chiusi delle due facce femminili in comunicazione diretta con l’inconscio.

Man Ray attrae l’attenzione dei più grandi stilisti dell’epoca; ben presto gli arriveranno le commissioni per Vogue, Vanity Fair e Harper’s Bazaar. Les larmes (1932): pubblicizza un mascara di Arlette Bernard, che invita le donne a piangere liberamente in ogni situazione senza paura di rovinarsi il trucco. E, in effetti, le lacrime rimangono perfettamente compatte, come gocce d’acqua su un vetro.

Allo scoppio del secondo conflitto mondiale, l’artista rientrerà negli Stati Uniti, ma non smetterà mai di amare Parigi, dove rientrerà a guerra conclusa e morirà nel 1976.

Fra i soggetti preferiti, Kiki de Montparnasse, protagonista della bohème e sua compagna

 

Man Ray

Forme di luce

Milano

Palazzo Reale

A cura di

Pierre-Yves Butzbach

Robert Rocca

24/09 - 11/01/2026

 

 

 

 

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