In esposizione fino al 18 gennaio oltre 30 opere
Il museo H’ART, in collaborazione con il Centre Pompidou di Parigi, espone fino al 18 gennaio 2026 oltre trenta opere di Constantin Brancusi nella mostra dal titolo: “The Birth of Modern Sculpture”.
Nato in Romania nel 1876, abbandonerà presto gli studi accademici intrapresi a Bucarest per trasferirsi a Parigi, dove giungerà nel 1904 dopo un viaggio a dir poco avventuroso, che pare abbia compiuto addirittura a piedi. Qui, entrerà presto in contatto con Auguste Rodin e Medardo Rosso. Già in questa prima fase compare la Musa addormentata (1909 - 1910), destinata a tema ricorrente, anche nella variante Scultura per ciechi del 1920: un volto stilizzato di donna, appoggiato delicatamente sulla gota, i cui tratti lievemente scolpiti nel marmo appaiono appena percettibili, come a suggerire un assopimento profondo che trasfigura e conduce in un’altra dimensione. I lineamenti impressi nell’ovale, bianco e levigatissimo, ricordano i volti di Amedeo Modigliani, con cui Brancusi stringe amicizia proprio in quel periodo, e rimandano alla tecnica “per sottrazione”, ossia una lavorazione che procede per semplificazione.
Dopo gli studi accademici a Bucarest si trasferirà a Parigi nel 1904
Ma se nelle Muse addormentate sviluppa il “non finito” all’insegna di un approccio delicato, così non sarà per il celebre Bacio (eseguito in varie versioni fra il 1907 ed il 1916).
Quest’opera, a cui l’artista assegna provocatoriamente lo stesso titolo del celebre gruppo scultoreo di Rodin, viene infatti scolpita con un metodo quasi primitivo: realizzerà la figura dei due amanti non tramite calchi e stampi intermedi, ma scolpendola direttamente con la tecnica del “taglio diretto”. Le figure, sbozzate dalla superficie del blocco grezzo di pietra calcarea, appaiono sgraziate e sproporzionate, poste l’una di fronte all’altra, di profilo, quasi inscritte in un parallelepipedo ed intrecciate in un abbraccio che avvolge l’intero blocco.
Un altro modo, si direbbe, per inseguire quelle forme semplici e stilizzate che riprodurrà nel corso della sua vita artistica anche nel legno e nel bronzo, privilegiando curiosamente i materiali più duri e resistenti, come la quercia antica e, dopo la sua invenzione, anche l’acciaio inossidabile.
Tema ricorrente nella sua opera la Musa addormentata, realizzata in vari materiali
La sperimentazione si spingerà poi a reinventare il ruolo del basamento (che gli artisti simbolisti tendevano a mascherare ed eliminare dal contesto dell’opera) rendendolo invece maggiormente visibile e parte integrante. Proprio dalla replica di un basamento nasce La colonna senza fine, una fusione in ghisa di quindici elementi modulari, alta 29,33 metri, che costituisce una delle tre opere che fanno parte del complesso monumentale realizzato nel 1937 - 1938 a Târgu Jiu in Romania.
Questo lavoro, un vero e proprio lascito di Brancusi al proprio paese, miracolosamente sopravvissuto al regime di Ceaușescu (era stato definito “non utile alla costruzione del socialismo” e se ne era progettata addirittura la demolizione) sarà inserito nel 2024 nel Patrimonio Mondiale dell’Umanità.
L’intera sua opera, donata allo Stato Francese, è visibile presso l’omonimo Atelier di Parigi, città dove l’artista morirà nel 1957.
La colonna senza fine miracolosamente sopravvissuta al regime di Ceaușescu è stata inserita nel 2024 nel patrimonio mondiale dell’umanità

