Al Thyssen Bornemisza è in atto la prima mostra monografica mai dedicata ad Anna Weyant, canadese classe ’95. La giovane artista si distingue per soggetti misteriosi e inquietanti, in perenne bilico tra sogno e realtà: f igure femminili distorte, pentole con ignote silhouette riflesse, tavole riccamente imbandite, inusuali nature morte. L’uso della luce e dei colori ricorda il realismo magico, ma le influenze sono molteplici: l’arte americana degli anni ’50, il surrealismo degli anni ’30 e la metafisica degli anni ‘10. I dipinti dialogano con le opere della collezione permanente a sottolineare il legame con le avanguardie artistiche contemporanee. A cura di Guillermo Solana. Fino al 12 ottobre.
