Dandy visionario capace di trasformare in dee le donne davanti al suo obiettivo
Il fotografo dei sogni, il Re di Vogue, il dandy visionario capace di trasformare in dee le donne davanti al suo obiettivo. Celebre ritrattista, ma anche fotografo di guerra, illustratore, scenografo e costumista premiato con tre Oscar: il nome di Cecil Beaton (1904-1980) brilla come pochi nel firmamento del ‘900 per la sua poliedricità e per il suo sguardo in grado di esprimere la perfetta fusione tra eleganza aristocratica, teatralità e modernità.
Nato in una famiglia borghese londinese, figlio di un commerciante, affascinato dal glamour di madre e zia, a undici anni ricevette la sua prima macchina fotografica e cominciò a sperimentare con le sorelle come modelle. A Cambridge, più attratto dall’estetica che dallo studio, frequentò la cerchia dei Bright Young Things, la gioventù brillante ed eccentrica degli anni ‘20. Fu in questo contesto che sostenuto da un’innata indole da esteta, cominciò a delineare il suo stile inconfondibile, che gli permise di salire i gradini dell’alta società
Debutta a 23 anni su Vogue e presto diventerà il principale collaboratore della rivista
A soli ventitré anni, nel 1927, debuttò su Vogue diventando il principale collaboratore della rivista con splendidi scatti, ma anche disegni e caricature, osservazioni sulla vita dell’alta società e sui costumi contemporanei. Le sue immagini – elaborate, ironiche, elegantissime – rivoluzionarono la fotografia di moda. Beaton non si limitava a ritrarre abiti e volti, ma costruiva mondi con specchi, drappi e fiori, trasformando le modelle in icone eterne.
A New York, dove approdò nel 1928, conquistò Condé Nast e presto un contratto per Vogue America. I suoi ritratti divennero famosissimi. Richiesto dalle star di Hollywood, fu l’unico fotografo invitato al matrimonio dell’ex re Edoardo VIII e Wallis Simpson.
Le sue immagini, elaborate, ironiche, elegantissime, rivoluzionano la fotografia di moda
La carriera subì una battuta d’arresto nel 1938 per un commento antisemita che gli costò il licenziamento. Ma Beaton seppe reinventarsi: a Buckingham Palace realizzò i ritratti ufficiali della regina Elisabetta e, durante la Seconda guerra mondiale, documentò Londra sotto le bombe come fotografo del Ministero dell’Informazione. Le sue immagini di soldati e civili, delicate e potenti, restano tra le più toccanti della fotografia di guerra.
Parallelamente si affermò anche nel cinema come scenografo e costumista, vincendo tre Oscar per Gigi e My Fair Lady. “Non verrà mai inventata una macchina fotografica che possa catturare tutto ciò che egli vede realmente”, scrisse Truman Capote nel 1968, anno della sua prima grande retrospettiva alla National Portrait Gallery.
Richiesto dalle star di Hollywood, è l’unico fotografo invitato al matrimonio dell’ex re Edoardo VIII e Wallis Simpson
LA MOSTRA:
“Cecil Beaton’s Fashionable World” è la prima mostra interamente dedicata al contributo rivoluzionario di Beaton alla fotografia di moda e di ritratto. L’esposizione celebra Beaton nei suoi momenti più trionfali – dall’età del jazz e dai Bright Young Things allo splendore dell’alta moda degli anni ‘50, fino al successo con l’Oscar di My Fair Lady. Attraverso le capitali della creatività come Londra, Parigi, New York e Hollywood, le sue fotografie emblematiche hanno saputo catturare con eleganza e maestria la bellezza, il glamour e il carisma delle personalità più affascinanti del periodo tra le due guerre.
Con oltre 200 pezzi esposti, tra fotografie, lettere, schizzi di ritratti, illustrazioni di moda e costumi, “Cecil Beaton’s Fashionable World” presenta i ritratti di alcune delle figure più iconiche del ‘900, tra cui Marilyn Monroe, Audrey Hepburn, Elizabeth Taylor e Marlon Brando; la Regina Elisabetta II e la Principessa Margaret; oltre a Lucian Freud, Francis Bacon e Salvador Dalí.

