Forte di una solida carriera nel management internazionale come CFO della MAE Spa, Ambassadress della Andrea Bocelli Foundation, Paola Rovellini, 40 anni, originaria di Piacenza ma con il cuore in Versilia, è dal settembre scorso Presidente della Fondazione Versiliana. Alla guida del celebre Festival toscano porta la sua visione innovativa con cui parla di sfide, arte e futuro.
Cosa l’ha spinta ad accettare la guida della Versiliana e cosa rappresenta per lei questo incarico?
È una responsabilità importante, ma anche un onore. Vivo la Versilia da tanti anni, l’ho scelta come casa per la qualità della vita, la bellezza e la cultura. La Versiliana con il suo festival è un punto di riferimento storico e simbolico per questa comunità e nel panorama nazionale, e contribuire al suo rinnovamento è per me l’occasione di restituire qualcosa a questo luogo che amo.
Ha un solido background manageriale, ma anche un forte legame con lo spettacolo. Come si conciliano queste due anime?
In realtà si completano a vicenda. Ho studiato canto lirico, la mia grande passione e ho avuto un’importante esperienza al Teatro Regio di Parma che mi ha fatto capire quanto ami il dietro le quinte. Oggi porto quella passione con uno sguardo più maturo, e la affianco alla competenza manageriale. Il mondo dello spettacolo ha bisogno di visione, ma anche di sostenibilità economica. È in questo equilibrio che voglio lavorare.
Qual è la direzione artistica che intende dare alla Versiliana e quali saranno le principali novità?
Abbiamo voluto dare un’impronta nuova, con una direzione artistica multidisciplinare fatta di professionisti altamente qualificati, da Marco Marchesi per gli spettacoli ad Alessandro Sallusti che coordinerà il Caffè de La Versiliana, fino a Umberta Gnutti Beretta per il settore arte. Il Festival 2025 punta sulla contaminazione. E poi c’è una parola chiave: destagionalizzazione, obiettivo che ho condiviso con il Sindaco di Pietrasanta Alberto Stefano Giovannetti. La Versiliana non sarà solo un festival estivo, ma un polo culturale attivo tutto l’anno
L’arte contemporanea è un altro grande pilastro del progetto. In che modo verrà integrata nel programma?
Con Umberta Gnutti Beretta stiamo costruendo un percorso che avvicini davvero il pubblico alle forme più sublimi dell’arte contemporanea. L’obiettivo è creare una connessione. Ospiteremo un’opera site-specific di Marinella Senatore, pensata per generare aggregazione. E nella Villa, la mostra “Io contengo moltitudini” darà spazio a giovani artisti emergenti italiani e internazionali. L’arte, per noi, è un mezzo di relazione.
Come immagina il futuro della Versiliana?
Come un organismo in costante evoluzione. La cultura deve essere accessibile, inclusiva, capace di unire generazioni. Con “La Versiliana dei Piccoli” e i nuovi progetti educativi stiamo lavorando proprio su questo. Il mio sogno? Che chiunque entri in contatto con la Versiliana, da spettatore o da artista, la percepisca come un luogo dove bellezza e pensiero si incontrano in modo autentico.
Forte di una solida carriera nel management internazionale come CFO della MAE Spa, Ambassadress della Andrea Bocelli Foundation, Paola Rovellini, 40 anni, originaria di Piacenza ma con il cuore in Versilia, è dal settembre scorso Presidente della Fondazione Versiliana. Alla guida del celebre Festival toscano porta la sua visione innovativa con cui parla di sfide, arte e futuro.
Cosa l’ha spinta ad accettare la guida della Versiliana e cosa rappresenta per lei questo incarico?
È una responsabilità importante, ma anche un onore. Vivo la Versilia da tanti anni, l’ho scelta come casa per la qualità della vita, la bellezza e la cultura. La Versiliana con il suo festival è un punto di riferimento storico e simbolico per questa comunità e nel panorama nazionale, e contribuire al suo rinnovamento è per me l’occasione di restituire qualcosa a questo luogo che amo.
Ha un solido background manageriale, ma anche un forte legame con lo spettacolo. Come si conciliano queste due anime?
In realtà si completano a vicenda. Ho studiato canto lirico, la mia grande passione e ho avuto un’importante esperienza al Teatro Regio di Parma che mi ha fatto capire quanto ami il dietro le quinte. Oggi porto quella passione con uno sguardo più maturo, e la affianco alla competenza manageriale. Il mondo dello spettacolo ha bisogno di visione, ma anche di sostenibilità economica. È in questo equilibrio che voglio lavorare.
Qual è la direzione artistica che intende dare alla Versiliana e quali saranno le principali novità?
Abbiamo voluto dare un’impronta nuova, con una direzione artistica multidisciplinare fatta di professionisti altamente qualificati, da Marco Marchesi per gli spettacoli ad Alessandro Sallusti che coordinerà il Caffè de La Versiliana, fino a Umberta Gnutti Beretta per il settore arte. Il Festival 2025 punta sulla contaminazione. E poi c’è una parola chiave: destagionalizzazione, obiettivo che ho condiviso con il Sindaco di Pietrasanta Alberto Stefano Giovannetti. La Versiliana non sarà solo un festival estivo, ma un polo culturale attivo tutto l’anno
L’arte contemporanea è un altro grande pilastro del progetto. In che modo verrà integrata nel programma?
Con Umberta Gnutti Beretta stiamo costruendo un percorso che avvicini davvero il pubblico alle forme più sublimi dell’arte contemporanea. L’obiettivo è creare una connessione. Ospiteremo un’opera site-specific di Marinella Senatore, pensata per generare aggregazione. E nella Villa, la mostra “Io contengo moltitudini” darà spazio a giovani artisti emergenti italiani e internazionali. L’arte, per noi, è un mezzo di relazione.
Come immagina il futuro della Versiliana?
Come un organismo in costante evoluzione. La cultura deve essere accessibile, inclusiva, capace di unire generazioni. Con “La Versiliana dei Piccoli” e i nuovi progetti educativi stiamo lavorando proprio su questo. Il mio sogno? Che chiunque entri in contatto con la Versiliana, da spettatore o da artista, la percepisca come un luogo dove bellezza e pensiero si incontrano in modo autentico.

