Quelle pieghe misteriose - Il punto sull’arte di Nando Stevoli

30 Gennaio 2024

DAL 2016 ADERISCE AL RIGORISMO, MA A MODO SUO. CON OPERE CHE FONDONO SUGGESTIONI ZEN CON GLI ESITI DELLA PIÙ TIPICA CONTEMPORANEITÀ OCCIDENTALE

Negli anni ’60, Lucio Fontana realizza una serie di opere che diventeranno tra le più controverse della storia dell’arte contemporanea: i tagli. Una vera e propria rivoluzione, che inaugura la tridimensionalità nella pittura. Da questo turning point si inquadra il lavoro di Nando Stevoli (Ferrara, 1953). Accoglie la lezione del maestro di andare oltre il quadro e la elabora, trasformando la tela con delicati, benché rigorosi, plissé.

LE PIEGHE INSERITE IN CAMPITURE MONOCROME SI RINNOVANO CONTINUAMENTE IN OGNI ESECUZIONE

Decisivo l’incontro nel 2016 con il gallerista Flavio Lattuada, fondatore assieme al filosofo Massimo Donà della corrente del rigorismo. Vi aderisce con entusiasmo, ma a modo suo. Introduce una prospettiva quasi onirica, composta, che ricorda la perfezione degli origami. Il pensiero va al Sol Levante, alla ripiegatura del tessuto all’altezza della vita dei kimono, all’essenzialità delle abitazioni giapponesi, all’atmosfera di intimità e pace dei giardini zen. Le pieghe, inserite in campiture monocrome, svettano leggere in geometrie che si rinnovano continuamente in ogni esecuzione. Le movimentate sequenze si accendono di blu oltremare, rossi fiammeggianti, di bianchi luminosi.

LA TELA SI FA VOLUME, RIPETIZIONE DI LINEE CONGIUNTE E INCRESPATE FRA LUCE E OMBRA

Le plissettature obbediscono a un preciso canone proporzionale. Una attenzione meticolosa che non riguarda solamente l’effetto dell’opera finita sull’osservatore, ma anche e soprattutto la tecnica e la precisione necessarie per raggiungere l’obiettivo: è il gesto stesso a portare alla riflessione. Ne escono creazioni libere da pretese materiali e temporali. Non sono dipinte in modo tradizionale con colori e pennelli. È la tela a diventare materia, protagonista assoluta. Si fa volume nella sinuosità delle curvature, ripetizione di linee congiunte e increspate fra luce ed ombra, dove la stesura cromatica si avverte quale punto focale, palpitante. Saranno proprio le traiettorie luminose che emergono dai panneggi a fungere da guide di lettura di queste creazioni che l’artista invita a scoprire di volta in volta, quadro dopo quadro.

LE MOVIMENTATE SEQUENZE SI ACCENDONO DI BLU OLTREMARE, ROSSI FIAMMEGGIANTI, BIANCHI LUMINOSI

Così Nando Stevoli, nelle sue raffinate e composte astrazioni, si dimostra capace di unire e fondere suggestioni che echeggiano tradizioni zen con le forme lineari, pulite e l’ordine minimale, propri della più tipica contemporaneità occidentale. Non solo: ci spinge alla visione di un’opera aperta che cattura e obbliga a immergerci nelle increspature, a inoltrarci nell’oscurità misteriosa dei solchi per interrogarci su quale possibile destino ci attenda in quell’aldilà arcano.

info: www.lattuadagallery.com
info@lattuadagallery.com

L'Autore

2 Post

Padova-Bologna-Paris-Venice-London, now Tuscany & Venice Art Curator & Art Gallery assistant

Articoli Correlati

Related articles not found!

Articoli Recenti

I più letti di oggi

PARTNER