Se Canova Parla A Charriére - Venezia: Singolare mostra al Museo Correr

 

 

Nelle Sale canoviane del Museo Correr prende forma un confronto che attraversa i secoli e ridefinisce il modo stesso di guardare alla materia e al tempo. Con “Spiral Economy: Charrière and Canova”, secondo capitolo del ciclo “Dialoghi Canoviani”, l’opera di Antonio Canova entra in risonanza con la ricerca dell’artista franco-svizzero Julian Charrière, a generare un campo di tensione in cui passato e presente non si oppongono, ma si interrogano reciprocamente su due visioni apparentemente distanti. Da un lato, la spinta neoclassica verso l’eternità della forma, scolpita nel marmo come ideale compiuto; dall’altro, la sensibilità contemporanea che riconosce nella trasformazione, nell’instabilità e nell’entropia le coordinate essenziali del reale. In questo spazio dialettico, il marmo smette di essere semplice materia per rivelarsi organismo ambivalente: superficie e profondità, presenza e memoria, permanenza e traccia.

L’intervento di Charrière si dispiega come un’unica, ampia installazione multisensoriale che attraversa le sale, intrecciandosi con i lavori canoviani. Il percorso espositivo alterna opere storiche e interventi contemporanei, molti concepiti appositamente. Si dà così vita a una sequenza che amplifica le corrispondenze: dalla Venere Italica ad Albedo, da Icaro a Controlled Burn, fino ai rimandi tra Orfeo ed Euridice e Stone Speakers, tra l’Autoritratto e Imperfect Lovers. È  un’esperienza immersiva, in cui lo sguardo dello spettatore è costantemente sollecitato a ridefinire le proprie coordinate percettive.

Attraverso una pluralità di linguaggi (scultura, video, fotografia, suono e performance) Charrière indaga le frizioni che segnano il presente: il rapporto tra uomo e ambiente, tecnologia ed ecosistemi, progresso e vulnerabilità. Le sue opere nascono spesso da ricerche condotte in territori estremi e marginali, luoghi in cui la bellezza si intreccia con la fragilità e il rischio. Qui l’artista non si limita a osservare, ma interviene, mette in luce le contraddizioni di un mondo in continua trasformazione.

Il confronto con Canova si rivela allora tutt’altro che arbitrario. Entrambi condividono una tensione verso dimensioni universali (il mito, l’utopia, l’idea di una forma capace di oltrepassare il contingente) pur declinandola secondo prospettive radicalmente diverse. Se Canova tende a sospendere il tempo nell’armonia ideale della scultura, Charrière ne evidenzia le fratture, insiste sui processi di mutazione e dissoluzione che attraversano la materia e la vita.

Un incontro inatteso, profondamente coerente: l’idealismo classico si confronta con una visione segnata dall’entropia, il marmo dialoga con la luce, il suono e l’immagine in movimento. Spiral Economy non è soltanto una mostra, ma un dispositivo critico che invita a ripensare il rapporto tra eredità e contemporaneità, stabilità e cambiamento. In questo scambio, Canova non appare figura distante, ma interlocutore vivo, capace di parlare al presente attraverso nuove forme di interpretazione.

 

Dialoghi Canoviani. Spiral Economy: Charrière e Canova
Venezia, Museo Correr – Sale Canoviane
30 aprile – 22 novembre 2026
A cura di Chiara Squarcina e Pier Paolo Pancotto, con la collaborazione di Claudia Cargnel




 

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