Anche leggere è un'arte

1 Ottobre 2021
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Barlume suscitato da cm 6 x 11 di brevi meditazioni (Gardini, Il libro è quella cosa): il libro portato dalla libreria a casa è una promessa, ma quello “che aspetta, ci aspetta” e, occhieggiando, sussurra “ancora da leggere”, è un rimprovero. Borges (La Biblioteca di Babele) immagina un universo fantastico pieno di libri e Canetti (Auto da fé) che il bibliofilo giunga a eliminare le finestre per dar loro più spazio!

I nostri libri non letti, l’anti library (Taleb, Il cigno nero), sono un organismo pulsante di desideri. “Leggere è un’arte, non distante dall’ispirazione poetica” (Gardini): per il lettore artista non è solo muovere gli occhi da un segno a un altro, ma entrare nelle parole, immergersi in profondità per cogliere rivelazioni.

Sulle nostre librerie i libri hanno vita propria, intrecciano storie, Deledda dialoga con Deleuze, Marco Aurelio con Marx, Socrate, spostato dal posto assegnato, si trova a discutere con Spengler che si poggia su Spinoza, e la Jong interroga il Libro rosso di Jung. Chissà che intrecci nel mondo antico tra le migliaia di tavolette incise a caratteri cuneiformi nelle biblioteche di Ninive, in Mesopotamia (VII sec. a. C.), e tra i 500.000 volumen, rotoli di papiro, in quella di Alessandria d’Egitto. Dall’argilla ai manoscritti miniati, il libro, preziosa fonte di conoscenza, diventa gioiello nel medioevo, con rilegature in seta, argento e oro e copertine incrostate di pietre preziose, e si fa bellezza in opposizione alla barbarie nazista nelle creazioni “degenerate” di Matisse (Jazz).

Miscelando sconcerto e piacere di pensare, i futuristi trasformano il libro in oggetto d’arte visuale, come il Libro imbullonato di Depero. Da allora, il libro invade i territori dell’arte concettuale, carico di comunicazione extra-testuale, dal Libro tattile di Duchamp ai Libri illeggibili di Munari, dai Libri Muti, trapassati da chiodi, di Fanna Roncoroni ai Libri cancellati di Isgrò, e ai Libri cuciti di Maria Lai, che ricamano trame di fili su orditi di incomunicabilità. Esistono libri che si mangiano, in caso ci si perda nel deserto con la guida di sopravvivenza (Land Rover) di amido di patata.

“Vale il viaggio” il villaggio nel Galles, Hay on Wye, poco più di 1500 abitanti, quaranta librerie e scaffali all’aria aperta colmi di volumi “già letti” a disposizione di chi voglia sfogliarli o acquistarli per una moneta, gaudio dei cultori, con un Festival di primavera ribattezzato la “Woodstock della mente”.

Ascolto:

B. Bartók, Danze popolari rumene, 1917;

M. Nyman, Prosperous’books, 1991;

L. Einaudi, Nuvole bianche, 2004

L'Autore

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Figlia di collezionisti, occuparsi di arte è stato fluire naturale della passione verso una direzione magnetica. È attratta da tutti i sud del mondo, dal mare e dal cioccolato fondente. Osa, a volte, scattare fotografie. Da cittadina ha scoperto la campagna, generosa fonte di meraviglia. Ama le parole, la lettura e la scrittura, avventure sorelle, e, da accanita idealista, è sempre alla ricerca di nuovi sentieri della mente e dello spirito da sondare, come di gusti da provare. Gli esseri umani, la musica e la bellezza entusiasmano i suoi giorni. Curatrice di mostre, ha scritto su riviste diverse in Italia e all'estero, è felice e onorata di essere nel cast di AW ArtMag sin dalla sua prima uscita. Sempre alla ricerca di un motto, che fatalmente cambia nel dinamismo della vita, trova la sua verità in «per foco sempre».

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