Oggi non ci stupiamo più di nulla: bellezza, dove sei?

15 Marzo 2021
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«È del poeta il fin la meraviglia» decreta Giovan Battista Marino, napoletano, gran cantore dell’età barocca. Forse siamo diventati tutti poco poeti e abbiamo messo nel dimenticatoio l’eccitante, deliziosa capacità di meravigliarci; ma lei sta lì, acquattata, e, pur se intorpidita, pronta a ridestarsi. Abbiamo bisogno di bellezza. Sappiamo riconoscere quella bellezza che gli antichi greci chiamavano kalogagathia, il bello kalos che era anche buono agathos? Il mondo e l’umanità ne sono pieni. «La sottile meraviglia nell’oscurità misteriosa è l’inizio di ogni comprensione», così leggiamo nelle strofe iniziali del Tao te Ching, sacro testo del Taoismo, uno dei libri sapienziali più importanti della storia dell’umanità, scritto dal leggendario Lao Tzu (VI sec. a. C.).

Oggi, nella società dei consumi, che vende ai desideri finti valori, la meraviglia è associata alla spettacolarità di realtà altre sfavillanti come Disneyland, e ha bisogno di fragore e fulgore di luci per destarsi, come rileva il filosofo e sociologo Jean Baudrillard. In ambito artistico, La meraviglia è stata la tematica sulla quale il direttore del Museo del Novecento di Firenze, Sergio Risaliti, ha chiamato a interrogarsi giovani artisti internazionali, di diversa cultura e provenienza, insieme in residenza nella ex fabbrica di sigari dismessa, la Manifattura Tabacchi, a Firenze, per un’esperienza comunitaria conclusasi in una mostra (febbraio 2020). Meraviglia è il filo rosso che tesse trame in questo spazio dove, come in un hortus conclusus, si troveranno fiori e frutti di arte, di poesia, di attualità, che, rigorosamente, portino a considerazioni positive. 

Come recuperare quella meraviglia che segna l'inizio di ogni comprensione

Alla fine suggerisco brevi brani musicali, perché la musica, che ha in Polimnia la sua Musa e in noi umani i suoi creatori, vibrando nell’aria, unisce le note al respiro del cosmo e ha meravigliosi effetti, riconosciuti dal teorico fiammingo rinascimentale Johannes Tinctoris: «tristitiam et duritas cordis repellere, dyabolum fugare, extasim causare, terrenam mentem elevare». Per questa prima uscita ho scelto una poesia, Disattenzione, di Wisława Szymborska, premio Nobel per la letteratura 1996, che trovo rispecchi, con esattezza poetica, la temperatura che vorrei fosse di questa rubrica. Non me ne vorranno l’autrice e i lettori se non posso trascriverla per intero.

Ieri mi sono comportata male nel cosmo
Ho passato tutto il giorno senza fare domande
senza stupirmi di niente.
Ho svolto attività quotidiane
come se ciò fosse tutto il dovuto.
Inspirazione, espirazione, un passo dopo l’altro,
incombenze,
ma senza un pensiero che andasse più in là dell’uscire
di casa e del tornarmene a casa.
[...]
Il savoir-vivre cosmico,
benché taccia sul nostro conto,
tuttavia esige qualcosa da noi:
un po’ di attenzione, qualche frase di Pascal
e una partecipazione stupita a questo gioco
con regole ignote.

Ascolti consigliati:
Gian Francesco Malipiero, Barlumi, per pianoforte, 1917
Maria Theresia von Paradis (1759-1824), Sicilienne, per violoncello e pianoforte
Alfredo Casella, Notturno, per violoncello e pianoforte, 1929
Violeta Parra, Gracias a la vida, canzone, 1966  

L'Autore

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Figlia di collezionisti, occuparsi di arte è stato fluire naturale della passione verso una direzione magnetica. È attratta da tutti i sud del mondo, dal mare e dal cioccolato fondente. Osa, a volte, scattare fotografie. Da cittadina ha scoperto la campagna, generosa fonte di meraviglia. Ama le parole, la lettura e la scrittura, avventure sorelle, e, da accanita idealista, è sempre alla ricerca di nuovi sentieri della mente e dello spirito da sondare, come di gusti da provare. Gli esseri umani, la musica e la bellezza entusiasmano i suoi giorni. Curatrice di mostre, ha scritto su riviste diverse in Italia e all'estero, è felice e onorata di essere nel cast di AW ArtMag sin dalla sua prima uscita. Sempre alla ricerca di un motto, che fatalmente cambia nel dinamismo della vita, trova la sua verità in «per foco sempre».

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