Quando la scultura è carne - Roma: Fidia ai Musei Capitolini

In esposizione, oltre 100 opere fra reperti originali e repliche romane provenienti dai maggiori musei internazionali

"Fidia", curata da Claudio Parisi Presicce, è la prima di 5 mostre "I grandi Maestri della Grecia Antica" ai Musei Capitolini – Villa Caffarelli. Un ciclo pensato per far conoscere i protagonisti dell’arte del passato al grande pubblico e che coglie nel segno la necessità di incursioni nelle civiltà lontane per leggere anche il presente.

Attingere alla forza della classicità per interagire con la caducità del contemporaneo ha permesso a molti artisti di creare una nuova dimensione, come insegna anche il padre della metafisica Giorgio de Chirico. Le ombre lunghe del classico non hanno mai smesso di assumere molteplici fisionomie e gli artisti che ricorrono all’antico non si contano: statue classiche e vestigia coesistono con ogni tipo di sperimentazioni e materiali, dall’arte povera al citazionismo, dall’anacronismo al post classicismo.

IN MOSTRA ANCHE I LAVORI COMMISSIONATI DA PERICLE PER IL PARTENONE

Non si può pensare al mondo classico senza pensare a Fidia, al geniale novatore la cui “scultura è carne” come scrisse Canova nel 1815 all’amico Quatremère de Quincy, dopo aver visto alcuni dei suoi reperti originali a Londra.

Dalle opere giovanili all’immensa mole dei lavori voluti da Pericle per il rinnovamento dell’Acropoli, iniziati nel 447 a.C. con la ricostruzione del Partenone, Fidia è cantore di tutto un inedito mondo figurato di uomini, dei e animali, dagli accenti rivoluzionari. Il suo genio spazia dalla vigorosa energia dei soggetti raffigurati all’innovazione dei panneggi che si animano di nuova vita nei mantelli e pepli mossi da pieghe fluttuanti, sino alla raffinata liricità del panneggio “bagnato” che copre i corpi femminili, sottolineandone contemporaneamente le forme maestose e la morbida sensualità. Anche il rapporto tra scultura e spazio architettonico è rivoluzionario: si fa serrato e dinamico, con un’ambientazione viva di elementi giustapposti che inducono a presagire moderne concezioni installative, dove lo spazio è parte integrante e interlocutore dell’opera stessa.

PANNEGGI DALLA RAFFINATA LIRICITÀ AVVOLGONO CORPI FEMMINILI AL CONTEMPO MAESTOSI E MORBIDI

La mostra monografica (fino al 5 maggio), articolata in 6 sezioni con oltre 100 opere, raccoglie reperti originali e repliche romane provenienti dai maggiori musei internazionali, nonché preziosi manoscritti come il quattrocentesco Codice Hamilton 254 e il taccuino Carrey del 1674. Curato anche il contesto storico e artistico dove Fidia si è formato fuori di Atene, a Olimpia specialmente, con l’esposizione dei reperti originali trovati nella “Officina di Fidia”. Documentata anche l’eredità delle sue tecniche sulle generazioni di artisti in Grecia e Magna Grecia. Non mancano esperienze immersive offerte da ricostruzioni multimediali e contenuti digitali.

FIDIA È CANTORE, DAGLI ACCENTI RIVOLUZIONARI, DI UOMINI, DEI E ANIMALI

L'Autore

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Ha sempre amato la pittura, ma si è trovata iscritta al Liceo Scientifico, finito con il minimo sforzo e il minimo dei voti. Il rovello artistico però non si placa e in un solo anno prende la maturità artistica, questa volta con il massimo impegno e quasi il massimo dei voti. Poi Accademia di belle Arti, laurea con lode a Ca’ Foscari e pubblicazione della tesi. Approfondisce studi artistici a Salisburgo e alla passione per l’arte si unisce quella per la scrittura. Convivono ancora felicemente.

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