Con “Lucio Fontana. La possibilità di un oltre” (da settembre in libreria per i tipi di Johan & Levi), Paolo Campiglio firma la biografia dell’artista che ha aperto una frattura – concreta e concettuale – nella storia dell’arte del ‘900. Frutto di oltre trent’anni di ricerche, il volume restituisce un ritratto umano e complesso di Fontana, andando oltre la mitologia dei Tagli per raccontare la traiettoria inquieta di un uomo diviso tra due mondi, l’Italia e l’Argentina.
Attraverso documenti inediti e aneddoti finora sconosciuti, l’autore ricostruisce un’esistenza segnata dalla continua tensione verso un oltre che non è solo spaziale, ma anche esistenziale. Dalla formazione sotto la guida di Adolfo Wildt all’elaborazione del Manifiesto Blanco, fino al ruolo di fondatore dello spazialismo, emerge la figura di un artista visionario, capace di superare ogni confine disciplinare e di reinventare il linguaggio della materia.
Il libro non trascura la dimensione privata: l’eroismo al fronte, gli anni argentini, l’amore per Teresita Rasini, la generosità verso i giovani artisti che trovarono in lui un maestro e un compagno di strada. Lo studioso intreccia vita e opera con rigore storico e sensibilità narrativa, e restituisce così al lettore un Fontana vivo, ironico, combattivo.
Il risultato è una biografia colta e appassionata che illumina l’uomo dietro il mito, e ne rivela le contraddizioni, la curiosità inesauribile e la capacità di guardare sempre oltre.

