Il Fascino Di Quelle Atmosfere Dèco - Firenze, riflettori puntati sugli anni 20

11 Agosto 2026

 

 

 

Negli anni ’20 del ’900, mentre il mondo guarisce dalle ferite della prima guerra mondiale, si sviluppa uno stile moderno ed effervescente che tenta di risollevare gli animi e di aprire una strada verso la rinascita.

L’Art Déco raggiunge il suo vertice nel 1925 con l’Exposition Internationale des Arts Décoratifs et Industriels Modernes a Parigi. Nasce così un gusto inedito dettato dall’eleganza geometrica, dal lusso e da una rivoluzionaria sinergia tra creatività e industria. Tra i vari centri di questo stile, Firenze diventa uno dei più interessanti: a cavallo tra antico e contemporaneo, la manifattura locale riesce a trasferire la secolare arte della maiolica di matrice medicea alle nuove esigenze stilistiche.

La mostra “Firenze Déco - Atmosfere degli anni Venti”, ospitata a Palazzo Medici Riccardi fino al 25 agosto e a cura di Lucia Mannini, esamina proprio questa fase della produzione artistica del capoluogo toscano. L'allestimento raccoglie centinaia di opere di varia natura (ceramiche, mobili, gioielli, tessuti, capi di alta moda, grafiche e illustrazioni), a evidenziare l’eclettismo di un periodo che esprime la propria anima sia nei supporti industriali e seriali, sia in quelli pubblicitari, ma anche in quelli non funzionali e puramente creativi. L'itinerario si apre con una sezione dedicata ai prodromi dello stile Déco che si concentra sui rapporti tra la città e Parigi: il filo conduttore tra i due centri è il tema delle maschere della commedia dell’arte, che influenza la cultura visiva dell'epoca, e che verrà ripreso da Umberto Brunelleschi, Alfredo Müller e Gino Carlo Sensani con un linguaggio ispirato al ’700 galante. Il percorso approfondisce, poi,  alcune figure centrali della ceramica: la manifattura di Richard-Ginori, che negli anni ’20 vive una nuova e ricca stagione grazie alla direzione di Gio Ponti, e le esperienze di Cantagalli e delle Fornaci di San Lorenzo guidate da Galileo Chini, capaci di fondere il rigore geometrico del Déco e il gusto e naturalistico del Liberty.

Un’altra sezione di interesse è quella dedicata ai manifesti pubblicitari, legati ai canoni del futurismo: tra i protagonisti figurano cartellonisti come Lucio Venna e Nerino. L’esposizione chiude con il settore tessile e della moda, ulteriore eccellenza del territorio. Tra i materiali esposti spicca un set da viaggio di Gucci, che agli albori della sua carriera sceglie la città del giglio come propria sede, così come Salvatore Ferragamo, che ne fa la capitale della sua produzione calzaturiera. Infine, un capo d’abbigliamento decisamente originale e avveniristico è la Tuta ideata da Thayaht (Ernesto Michahelles), abito geometrico che rivela lo spirito visionario dello stilista. Questa panoramica rivela come il fermento creativo fiorentino non sia una prerogativa del rinascimento, ma un'attitudine al rinnovamento sviluppatasi con linguaggi sperimentali anche in epoche recenti.

 

 

 

 

L'Autore

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Fin dall’adolescenza, sviluppa un forte interesse per l'arte, per lui una forma fondamentale di espressione della forza vitale umana e di dialogo culturale tra gli individui. Nel 2022, a 17 anni, inizia a scrivere per AW ArtMag con il primato di essere il più giovane collaboratore della testata. Dopo la maturità scientifica, studia beni culturali all’università di Firenze. Ha promesso al nostro direttore di portare voti elevati e di laurearsi in fretta. E così sta facendo.

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