Mantova: Raffaello, Biggi e Mariani a Palazzo Ducale. Alla corte dei Gonzaga

In contemporanea alla mostra dedicata agli arazzi del maestro rinascimentale le rassegne di due protagonisti del '900

Palazzo Ducale a Mantova torna agli antichi splendori della corte dei Gonzaga con l’allestimento in contemporanea di tre mostre. Questo autunno, ad attendere i visitatori è una Grande Bouffe culturale: grazie a una felice contingenza, oltre alla bellezza del palazzo, che di per sé vale il viaggio, con un unico biglietto è possibile visitare: “Raffaello trama e ordito”, esposizione degli arazzi dell’artista urbinate con le storie dei santi Pietro e Paolo organizzata nell’ambito delle celebrazioni del cinquecentenario della sua scomparsa; “Gastone Biggi. Il tempo della natura, gli spazi della realtà” una antologica che affronta il tema del confronto dell’opera del maestro - tra i fondatori nel 1962 del gruppo uno e autore, quarant’anni più tardi, del manifesto del realismo astratto - con lo spazio naturale e lo spazio mentale; infine, la rassegna “Umberto Mariani. Omaggio a ‘La piega. Leibniz e il barocco’” che ripercorre il lavoro dell’artista, reduce da una personale all’Ermitage di San Pietroburgo, dai primi lavori pop alle forme celate degli anni 2000.

Nell'opera di Biggi la ricerca continua del dialogo tra realismo e astrazione

Negli spazi de La Galleria, nuovo luogo dedicato all’arte contemporanea nel palazzo, un gruppo di circa 50 opere di Gastone Biggi per la prima volta dopo molto tempo prende in considerazione diversi periodi del suo itinerario artistico, raccontando l’evoluzione di un percorso che dalla fine degli anni ‘50 arriva fino al primo decennio di questo secolo, attraversando le stagioni dell’espressionismo (i Figurativi), dell’informale (Racconti), anche in un certo senso dello spazialismo (Tempi), per poi trovare nel punto (Continui, Variabili, Ritmi, Cieli) lo strumento per perlustrare lo spazio. Negli anni, il rapporto spazio-natura si fa sempre più percettivo, quasi a sfiorare una dimensione fisica e tattile, fino alle ultime opere, qui rappresentate dal ciclo dei Fleurs, che testimoniano non solo la ripresa della figurazione ma soprattutto una pittura che cerca sempre più di coniugare l’arte programmata con lo spirito della natura. “Biggi, fino all’ultimo, - scrive infatti nel ricco catalogo a corredo della mostra il curatore Granzotto - ha cercato di svelare la bellezza e la purezza del ritmo e dell’armonia profonda del reale”. 

La metafora della piega è il nodo centrale dell'arte di Mariani

L’antologica di Umberto Mariani è invece allestita nell’Appartamento de La Rustica: una quarantina dei più significativi lavori dell’artista milanese, allievo prediletto di Achille Funi, racconta un tragitto che dalle prime opere pop si snoda, attraverso Alfabeto afono, Teorema e Relitti di scena, fino ai Piombi degli anni 2000, in cui le forme celate diventano il tema dominante della ricerca. Sotto gli occhi dei visitatori si dipana il confronto incessante e mai concluso fra il grande tema della piega – plastica e lieve, oggetto reale ma anche simbolo - nodo centrale dell’arte di Mariani, e quello della forma che si (s)vela, che dall’antichità giunge fino all’epoca barocca passando per le stagioni bizantine. 

Mantova/Mantua
Palazzo Ducale
“Raffaello trama e ordito.
Gli arazzi di Palazzo Ducale
a Mantova”

Promossa da
MiBACT

Gastone Biggi. Il tempo della natura,
gli spazi della realtà

A cura di
Giovanni Granzotto,
Leonardo Conti
In collaborazione con
Fondazione Biggi
Presidente Giorgio Kiaris
Fino al 7 febbraio

Umberto Mariani. Omaggio a
“La piega. Leibniz e il barocco”

A cura di
Giovanni Granzotto
Testi in catalogo di
Silvia Ronchey
Dimitri Ozerkov
Organizzazione
Il Cigno GG Edizioni, Roma

L'Autore

3 Post

Sacilese, 33 anni, si occupa di comunicazione in ambito culturale. Da 16 anni vive a Venezia.

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