C’è una fotografia – tra quelle scattate da Ernani Orcorte – in cui si intravede, nel cortile diventato dimora di grandi sculture, la minuscola figura di un uomo in cammino: Nicola Loi Siamo a Casalbeltrame, piccolo borgo tra Novara e Vercelli, terra di risaie. Qui nel 2006, Loi comincia a realizzare la sua cittadella della scultura, accanto alla villa settecentesca (destinata a gipsoteca della scultura italiana del’900) e al parco, già di proprietà dei Conti di Bracorens di Savoiroux.
Nel 2006, comincia a realizzare il visionario progetto di Materima, una cittadella della scultura nel novarese
Il visionario progetto, Materima, sviluppa la sua intuizione di vent’anni prima, quando nel 1986 aveva fondato a Milano lo Studio Copernico, per dedicarsi alla diffusione e alla valorizzazione, attraverso mostre pubbliche – memorabili quelle al Forte del Belvedere a Firenze e alla Venaria Reale di Torino – e pubblicazioni monografiche, dell’opera degli alfieri della scultura italiana - Marino Marini, Arnaldo Pomodoro, Francesco Messina, Giacomo Manzù, Giuliano Vangi, Augusto Perez, tra gli altri – oltre a figure che si vanno affermando (Giuseppe Maraniello, Piergiorgio Colombara); fonda anche un Premio per i giovani scultori.
È stato il punto di riferimento in Italia per le opere dei più grandi scultori del ‘900
Il viaggio di Nicola Loi, nato a Ortueri (Nuoro) l’8 febbraio 1942, era iniziato a Torino negli anni ‘60: dal 1967 organizza mostre di dipinti e sculture e diventa editore di cartelle di grafica, finché la fiera di Düsseldorf del 1973 gli rivela il valore fondamentale, anche internazionale, degli scultori italiani contemporanei: fonda la galleria La Colomba e decide di occuparsi prevalentemente di arti plastiche, diventando presto il punto di riferimento per artisti e collezionisti del settore. Chi ha frequentato Nicola Loi – scomparso a Milano il 4 gennaio 2026, dopo una malattia affrontata stoicamente – ne ricorda la passione, la mitezza, l’umanità e la dedizione assoluta alla sua attività: viaggia senza sosta, infaticabile, in auto, e riceve a Casalbeltrame, soprattutto nel fine settimana, artisti e appassionati, fiero di mostrare opere e di fare scoprire i piatti del territorio (il risotto al Castelmagno e la panissa vercellese). Chi abbia avuto modo di visitare la sua cittadella della scultura e di parlare con lui, si congeda con un tramando: ci sono uomini visionari e coraggiosi che concepiscono un sogno e si battono strenuamente per realizzare ciò che avrebbe scoraggiato molti, ma non lui, “piccolo grande uomo” convinto che la scultura italiana abbia carte da giocare di assoluto rilievo.
Organizza in importanti spazi pubblici grandi mostre di artisti come Marini, Pomodoro, Messina, Manzù e Vangi fra gli altri