Riflettori puntati sui disegni di Francis Bacon: ritratti dall’inconscio

22 Aprile 2021
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La sua pratica prevedeva la cancellazione dell’espressione, cui far seguire un rinnovato travaglio esplorativo

Affermava Francis Bacon: “A mio modo, in maniera disperata, io vado qua e là seguendo i miei istinti”. Il suo era un mondo in perenne fuga prospettica da afferrare per fotogrammi traducibili in moltiplicazioni comportamentali e formali. I numerosi fogli pubblicati nel poderoso e raffinato catalogo “The Francis Bacon Collection” (a cura di Fernando Castro Florez, edito da Scripta Maneant) manifestano un atteggiamento rivolto non tanto alla rappresentazione quanto a una straziante indagine (o auto indagine) intesa a leggere e a profanare l’inconscio attraverso lo scavo reiterato del volto dell’effigiato. Questa era la sua pratica privilegiata, magmatica e metamorfica, che prevedeva una continua cancellazione dell’espressione facciale a cui far seguire un rinnovato travaglio esplorativo. Era lo stesso procedimento attuato da Alberto Giacometti con cui egli si trovava in ideale sintonia. E, a proposito dei disegni, aveva dichiarato che “sono delle splendide esemplificazioni di automatismo”. E ancora: “Aspetto quello che io chiamo ‘l’incidente’… la macchia è l’incidente”.

"In maniera disperata vado qua e là seguendo i miei istinti"

La ricerca e la conquista del caso erano dunque per lui il necessario alimento di un gesto che anticipava l’intenzione e la rendeva partecipe in un secondo tempo. Questo suo approccio violento e istintivo veniva inserito e accolto in una essenziale, asettica struttura geometrica come se Francis avesse la necessità di esibire le sue angoscianti e mai conclusive immagini in un limbo di straordinaria attrazione percettiva. In un simile contesto emozionale si moltiplicava in lui la frenesia di reperire con la matita, col pastello o con un atteso intervento di colore l’avvio di una sempre nuova sorpresa creativa per cui lo stesso volto veniva replicato all’infinito con minime varianti fisiognomiche come a volerne interrogare, quasi istante dopo istante, i rapidi mutamenti.  

Lo stesso volto veniva replicato all'infinito con minime varianti fisiognomiche

E alimentare così il proprio tormento paragonabile a una condanna da espiare per sempre e da riproporre quindi sui fogli in piccoli ritratti o in ampie, aeree sospensioni spaziali di corpi dove annegare ogni volta il personale strazio esistenziale.  

 


The Francis Bacon Collection: la parola al curatore Fernando Castro Florez
 

Il mondo della critica baconiana si divide tra esperti che ancora dibattono sull’autenticità dell’opera disegnativa di Bacon e critici che invece ne riconoscono l’autografia e il valore all’interno del suo intero percorso artistico. La quantità e la qualità delle opere della Francis Bacon Foundation of Drawings donate a Cristiano Lovatelli Ravarino suggeriscono l’idea che esse siano opere in cui trapela lo sforzo e la volontà dell’artista di conferire loro un valore specifico e autonomo. Questi lavori ‘italiani’ sono stati oggetto di una lunga causa legale tesa a provarne l’autenticità, finora mai smentita.


Fernando Castro Florez

 


The Francis Bacon Collection: ecco il catalogo ragionato


libroLa pubblicazione di questo Catalogue raisonné della Francis Bacon Collection ha intenti molteplici; mettere ordine in questa corposa produzione, renderla accessibile a studiosi, collezionisti e appassionati e offrirla a tutti attraverso le immagini della nuova campagna fotografica che ci permette di vivere l’esperienza dell’immersione nei lavori in piena coerenza cromatica e nel dettaglio della visione ravvicinata. Superata da anni ogni eventuale ambiguità attributiva queste opere di Francis Bacon impongono una riflessione e una osservazione attenta, disinteressata e onesta. L’ampia letteratura – scientifica e narrativa– dedicata al maestro irlandese, alle sue dichiarazioni e ai suoi segreti, si è tradotta nei decenni, troppo spesso, in un appiattimento interpretativo spento e condiviso, mortificando quel senso di ricerca e di scoperta che dovrebbe invece mantenere acceso lo spirito di ogni ricercatore. La ricchezza del volume rappresenta in tal senso una opportunità, non solo per capire ancor meglio l’artista Francis Bacon, ma per osservare tutte le sue opere da una diversa angolazione, mantenendo sempre ferma la bussola nella direzione della ricerca rigorosa che non penalizza, ma anzi esalta, l’emotività e la passione.


Federico Ferrari

 


Francis Bacon: l’archivio storico  


The Francis Bacon Collection of Drawings ha creato e cura da tempo l’archivio storico, con le finalità proprie dello stesso e quindi di raccogliere tutte le risorse documentarie legate alla collezione e all’artista e facilitarne l’accesso pubblico per gli studiosi, gli appassionati, le istituzioni culturali e i collezionisti. ma anche per didattica e divulgazione scientifica e culturale del patrimonio artistico. L’attività dell’Archivio verrà supportata in modo strategico e continuativo dal Team del Fondo (costituendo parte del piano strategico di attività) per implementare il reperimento delle fonti, la digitalizzazione e conservazione, la fruizione ad uso didattico e scientifico e laddove necessario anche commerciale. Tale attività mira inoltre ad utilizzare sia per l’ordinamento che per il riordino tutti gli strumenti digitali disponibili. La sede dell’archivio storico inaugurata recentemente a Padova, in Piazzetta Bussolin 15, sotto la direzione di Serena Baccaglini rappresenta uno strumento strategico di comprensione dell’opera su carta di Francis Bacon correlandosi ai materiali di ricerca cartacei e digitali raccolti da Umberto Guerini, Fernando Castro Florez, Edward Lucie Smith ed i curatori che hanno partecipato alla realizzazione di tutti gli eventi pubblici che hanno coinvolto la collezione. L’università di Padova attraverso la direttrice dell’archivio storico Serena Baccaglini avrà un ruolo determinante per dare continuità alla ricerca di nuovi materiali ed opere realizzate dal maestro irlandese.


Massimo Ferrarotti 

 


 

L'Autore

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È nato a Genova e vive a Pegli con uno sguardo ai monti e uno al mare dal cui contrasto nasce l’ispirazione. Si occupa d’arte contemporanea da più di quarant’anni avendo avuto la fortuna di conoscere e di frequentare importanti artisti come Enrico Baj, Arnaldo Pomodoro e  Fernando Botero, tanto per citarne alcuni, cercando di indagare l’intima motivazione del loro gesto creativo da riversare nei testi di presentazione di mostre in spazi pubblici e privati italiani e stranieri. Dice che è stata pure una fortuna incontrare il direttore che ormai da diversi lustri accoglie e pubblica i suoi articoli.

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