Il ritorno dello sciamano: il Belvedere omaggia Joseph Beuys nel centenario della nascita

"Pensare. agire. mediare.": già nel titolo l'evento promette di approfondire l'eredità dell'artista tedesco

La mostra sottolinea la visione di Beuys nella funzione autoterapeutica dell'arte

Il centenario della nascita di Joseph Beuys (Krefeld 1921) rappresenta un’occasione immancabile, colta al volo dal Belvedere 21 di Vienna, per tornare a esaminare l’opera dell’artista tedesco. Nella capitale austriaca ha inaugurato nel 1967 la performance Fluxus Euresienstab, è stato visiting professor all’Università delle arti applicate, ha proposto performance alla Gallerie Nachst St. Stephan e molte azioni tra cui quella delle 7.000 Querce nel 1983, messa in scena a Documenta di Kassel l’anno precedente. Sin dal titolo – “Pensare, agire, mediare” - l’evento espositivo intende ricostruire l’articolato paradigma di modelli operativi che Beuys ha lasciato in eredità al mondo dell’arte contemporanea. Modelli che mettono al centro il corpo dell’artista nella sua funzione mediatrice e sciamanica e nelle sue declinazioni filosofiche, sociali e antropologiche, particolarmente significativi in questa epoca di social distancing. La mostra ha la capacità di illustrare il valore documentale delle opere, la loro funzione di feedback della dimensione performativa dell’artista e di sottolineare la capacità autoterapeutica attribuita da Beuys all’arte. Il percorso si sviluppa intorno al fulcro rappresentato da Honey pump at the workplace, che simboleggia la fede dell’artista tedesco nel potere dell’arte di cambiare la società, principio che sosterrà l’intera impalcatura della sua dottrina della scultura sociale.

Troviamo anche Stag Monument che rinvia al folklore nord-europeo a cui Beuys faceva spesso ricorso

In rassegna troviamo Stag Monument, che rinvia al folklore nord-europeo a cui Beuys faceva spesso ricorso, per simboleggiare come in questo caso la rinascita e la capacità rigenerativa della natura, riferibile anche alla possibile resurrezione di una società frantumata. La pionieristica sensibilità ambientalista trasuda nel display e costringe lo spettatore al confronto. La principale produzione è rappresentata a Vienna nella sua dimensione documentale e tra i lavori spiccano How to explain pictures to a dead hare e I like America and America likes me, che trasmettono in maniera tangibile lo spirito del tempo in cui sono state prodotte. Ingente e articolata la mole di documenti a integrazione della mostra, con particolare riguardo alle esperienze di Beuys nella capitale austriaca. L’esposizione risulta particolarmente ben congeniata grazie alla sua natura di dispositivo, che spinge il visitatore a una partecipazione attiva e meditativa, come avrebbe voluto l’autore. Ancora una volta, Beuys dimostra la sua funzione di anticipatore e guida.

Gli altri eventi per il centenario

Düsseldorf
Jeder Mensch ist ein
Künstler
Kosmopolitische
Übungen mit
Joseph Beuys
Kunstsammlung
Nordrhein-Westfahlen
Fino al 15/08

Kleve
Intuition Dimensionen des
Frühwerks von Joseph
Beuys 1946-1961
Kunsthaus Kleve
19/06 - 3/10

Aquisgrana
Beuys e Fluxus
Rheinische Technische
Hochschule
06 – 07

Krefeld
Künstler der Zukunft.
Beuys und Duchamp
Kunstmuseum Krefeld
Keiser Wilhelm Museum
8/10 – 16/01/2022

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