L’Anima In Corpo - Parigi: Singolare rassegna alla Bourse de Commerce

4 Settembre 2025

 

 

 

In esposizione un centinaio di opere della Collezione Pinault

 “Farai le figure in tale atto, il quale sia sufficiente a dimostrare quello che la figura ha nell'animo; altrimenti la tua arte non sarà laudabile.” Con queste parole Leonardo da Vinci spiegava la sua idea di pittura. Cinquecento anni dopo, l’arte contemporanea ha reinterpretato la lezione del maestro fiorentino. Così, con il supporto di un centinaio di opere della Collezione Pinault, la Bourse de Commerce presenta l’esposizione “Corps et âmes”, offrendo un’esplorazione delle molteplici rappresentazioni del corpo e dell’animo umano nell’arte contemporanea. Da Auguste Rodin a Ana Mendieta, da Antonio Oba ad Ali Cherri, una quarantina di artisti esplorano, attraverso la pittura, la scultura, la fotografia, il video e il disegno, i legami tra il corpo e lo spirito.

Meine neue Mütze è un colossale autoritratto di Georg Baselitz da bambino

La mostra inizia con Meine neue Mütze (2003), un autoritratto colossale in legno dipinto di Georg Baselitz da bambino, installato nel vestibolo del museo. Il percorso prosegue nell’alternarsi di opere dagli anni ‘30 del ‘900 a oggi. Accanto ad artisti come Man Ray e Niki de Saint Phalle, troviamo le pitture degli anni ’60 di Philip Guston e le sculture iperrealiste degli anni ’70 e ’80 di Duane Hanson. Fino all’artista contemporaneo ghanese Gideon Appah che, in The confidant e the woman bathing  (2021), si ispira alle opere di Cézanne e Gauguin, ritrovando il corpo umano dei maestri postimpressionisti. Nella Rotonda centrale del museo, il video di Arthur Jafa Love is the Message, the Message is Death (2016) trasforma lo spazio in una cassa di risonanza della musica e dell’impegno delle icone afroamericane (Martin Luther King, Jimi Hendrix, Barack Obama, Beyoncé) conferendo loro una portata universale.

Con Birth, Marlene Dumas rivisita la figura di Venere nella storia dell’arte

Progressivamente, la rassegna accoglie opere che si liberano dalla materialità cruda del corpo per investire un carattere ideale. Marlene Dumas rivisita, con Birth (2018) la figura di Venere nella storia dell’arte. David Hammons in Rubber Dread (1989) si pone a metà strada tra il commento sociale sui rifiuti fisici e gli spettri che continuano a infestare le nostre società. Fino alla leggerezza di Rituals (2002) di Miriam Cahn, che riflette sulla fragilità dell’esistenza e la fine della vita. Il corpo si trasforma e si deforma. Siamo lontani dall’armonia rinascimentale, dall’uomo come misura di tutte le cose. Liberato da ogni vincolo mimetico, il corpo, che sia fotografato, disegnato, scolpito, filmato o dipinto, non smette di reinventarsi, permettendo all’arte di cogliere il battito del corpo e dell’anima umana. Da più di un secolo l’uomo ha forse perso il cammino ma, perdendosi, ha trovato molte più strade da percorrere.

Il corpo si trasforma e deforma, non smette mai di reinventarsi

 

 

Pinault Collection

Corps et âmes

Parigi

Bourse de Commerce

A cura di Emma Lavigne

Fino al 25/08

 

 

 

 

L'Autore

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Dopo aver peregrinato per la facoltà di lettere e filosofia all'Università di Pavia, si laurea in architettura al Politecnico di Milano con una tesi sulla forma urbana e le identità dei luoghi. Innamorato da sempre d’arte e letteratura, nell’indecisione su cosa scegliere, cerca di sviluppare entrambe le passioni. Dal 2006 scrive d’arte prima su ARTEiN e poi su AW Art Mag. Vive e lavora a Parigi, città che ama e a cui lo lega lo spirito eterno delle avanguardie artistiche che si aggira ancora nei suoi vicoli.

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