Sculture Da Indossare - Arezzo • Alberto Zorzi al Museo Orodautore

 

 

 

In esposizione collane, bracciali, spille, anelli, orecchini in materiali preziosi di ispirazione costruttivista

 

Luminosa è la tradizione di grandi artisti (non solo scultori, ma anche pittori, architetti, designer e persino fotografi) che nell’ultimo secolo si sono cimentati con la creazione di gioielli, concepiti non come esiti ancillari, "figli di un Dio minore", della loro creatività, ma come autentiche opere d’arte.

I lavori di Alberto Zorzi (Santa Giustina in Colle, Padova, 1958) – noto a livello internazionale e presente in molte collezioni di musei italiani e stranieri, creatore di gioielli e di oggetti "in forma di sculture" – si inscrivono in un tramando che, partendo dall’antichità, idealmente collega esperienze classiche (Vasari e Cellini, tra gli altri) al particolare fervore del Novecento, dall’Art Nouveau in poi.

Ricordiamo, tra i tanti possibili nomi, artisti che hanno frequentato i territori della pittura e della scultura (Braque, Picasso, Dalí, Calder, Niki de Saint-Phalle, Man Ray, Lucio Fontana, Alviani), scultori (Arturo Martini, Dino e Mirko Basaldella, Guerrini, Mannucci, Mastroianni, Franchina, Consagra, Uncini, Ceroli, Arnaldo e Giò Pomodoro), pittori (Severini, Afro, de Chirico, Rauschenberg, Dorazio, Novelli), fino a fotografi (cito un solo nome, Nino Migliori).

 

Una infilata di gioielli in oro, argento con inserimenti di lapislazzuli e quarzo verde

 

Ripetute sono state le manifestazioni dell’attenzione al gioiello come opera d’arte sia delle istituzioni pubbliche sia dei collezionisti: le sezioni specializzate alla Biennale di Venezia; le raccolte ordinate alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, sotto la direzione di Palma Bucarelli, e alla Triennale di Milano; l’attività di alcune gallerie e il fascino suscitato dalla visione di alcuni memorabili gioielli.

Alle creazioni di Alberto Zorzi è ora dedicata la grande mostra antologica, curata da Giuliano Centrodi e aperta fino al 1° novembre, al Museo Orodautore di Arezzo.

Oltre ai gioielli (collane in oro bianco, bracciali in oro, spille in oro e agata verde, anelli in oro e lapislazzuli, orecchini in oro bianco e quarzo verde) ci sono le "sculture per la tavola": vasi, candelabri, vassoi, caraffe in oro e argento. Talvolta l’artista interviene con la pittura ad arricchire le valenze cromatiche e materiche.

 

Ragguardevole il suo cursus studiorum: dall'Istituto d'arte Pietro Selvatico e dall'Università di Padova a quella di Venezia

 

Ragguardevole anche il suo cursus studiorum: gli studi all’Istituto d’Arte Pietro Selvatico, all’Università di Padova e all’Università Ca’ Foscari di Venezia, in un ambiente culturale influenzato dall’arte cinetica (Gruppo N), dagli insegnamenti del Bauhaus e del Costruttivismo.

Successivamente ha insegnato allo stesso Istituto Selvatico frequentato nell’adolescenza, all’Istituto Europeo di Design di Milano, alle Università di Firenze e Siena e all’Accademia di Belle Arti di Ravenna.

 

Si è formato in un ambiente influenzato dall'arte cinetica, dagli insegnamenti del Bauhaus e del costruttivismo
 

Enrico Crispolti, che lo ha presentato nelle due grandi mostre antologiche al Museo degli Argenti di Palazzo Pitti a Firenze e al Museo di Palazzo Fortuny a Venezia, ha definito i gioielli dell’artista "sculture portatili" e "sculture da indossare", sottolineando come Zorzi, nato scultore, sia diventato artista-orafo, arricchendo continuamente il linguaggio di libertà e di invenzioni.

Considerazioni che vediamo confermate nell’attuale esposizione aretina, ricca di accostamenti innovativi di elementi geometrici, di affioramenti di forme organiche ispirate al vivente, con irruzioni di cromatismi che intrigano.

 

Noto a livello internazionale, è presente in molte collezioni di musei italiani e stranieri

 

L'Autore

Articoli Correlati

Articoli Recenti

I più letti di oggi