DIPINGERE IL PROPRIO TEMPO - Parigi ° Il Louvre celebra Jacques-Louis David

 

 

In esposizione cento opere fra cui La morte di Marat

Fino al 26 gennaio 2026 il Musée du Louvre celebra la grandezza di Jacques-Louis David (1748-1825) con una delle più complete e ambiziose monografiche degli ultimi decenni a lui dedicate, rassegna nella quale invenzione ed epopea rivoluzionaria si intrecciano al dato biografico attraverso cento opere - tra le quali spicca la versione originale della celebre La Morte di Marat. David è di certo il padre della pittura francese, tra un neoclassicimo colto così caro alla corte borbonica pre-rivoluzionaria e quella pittura proto-romantica che vede proprio nell'essere umano il volano per affrancarsi dall'immobilismo dell'Ancien Régime.

Nella rassegna invenzione ed epopea rivoluzionaria si intrecciano al dato biografico

Una pittura di liberazione, quindi, figlia di un'epoca che ha vissuto il più grande mutamento sociale di sempre: David come precursore e innovatore, genio del suo tempo ma anche sostenitore convinto della Rivoluzione e dei suoi ideali. Chiamato a raffigurare - assieme ad altri, certo - lo spirito indomito di quegli eventi mediante un'arte dal carattere fortemente comunitario ed elitario al contempo, la sua è la pittura del trionfo dell'essere umano che, grazie a una morale incrollabile, libera la patria dagli ormai insostenibili soprusi della storia. Una pittura aulica e aristocratica quindi, recuperata ora dallo studio profondo del formalismo austero e ineluttabile del mito antico - rigorosissimo nella struttura e nell'impianto luministico - adesso carico di un pathos emotivo a lui del tutto congeniale, di quella scintilla di sovversione che anima i cuori di molti, alimentata da una misurata teatralità che egli mutua dall'arte italiana del pieno Rinascimento. In ciò risiede la sua grandezza assoluta, del prima e del dopo: nella capacità di narrare la tragicità di forti emozioni e la passione di gesti destinati all'immortalità attraverso la lettura etica di un'arte incorruttibile.

Acclamato in tutta Europa, del periodo rivoluzionario David condividerà tutto, gioie e dolori, vittorie e contraddizioni

Certo acclamato in tutta Europa, del periodo rivoluzionario David condividerà tutto, gioie e dolori, vittorie e contraddizioni, eccezione fatta per il tragico epilogo toccato in sorte a molti dei suoi compagni, in virtù forse di quel magnetico rispetto che lo aveva sempre circondato: sarà però costretto all'esilio all'indomani della Restaurazione, non perdonandogli da un lato i violenti estremismi politici del Terrore in quanto parte attiva assieme a Saint-Just, Danton e Robespierre (tra le altre accuse anche quella di regicidio per la morte di Luigi XVI e di Maria Antonietta), dall'altro l’amicizia e ammirazione per Napoleone che aveva compreso come David fosse l'unico artista del suo tempo in grado di eternarne le imprese.

È anche amico di Napoleone che aveva compreso come David fosse l'unico artista del suo tempo in grado di eternarne le imprese

 

 

 

 

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