Alla vigilia dell’80mo compleanno, l’artista serba viene celebrata in laguna con una mostra senza precedenti
Venezia riveste un significato particolare per Marina Abramovic ˊ. La sua prima visita avvenne a 14 anni, insieme alla madre , con un viaggio in treno da Belgrado per visitare la Biennale: "quando uscii dalla stazione e vidi Venezia per la prima volta iniziai a piangere", ricorda. E proprio nell’importante rassegna veneziana del 1997 l’artista serba, ormai famosa a livello internazionale, ricevette il Leone d’Oro per l’ installazione Balkan Baroque, impressionante, coinvolgente testimonianza dell’orrore nella Guerra dei Balcani.
Oggi, alla vigilia del suo 80mo compleanno,Nel 1997, vince alla Biennale di Venezia il Leone d'Oro per Balkan Baroque, impressionante testimonianza dell'orrore nella Guerra dei Balcani
Abramovic ˊ viene celebrata in laguna in occasione della 61ma Esposizione Internazionale d’Arte, dal 6 maggio al 19 ottobre, con una mostra senza precedenti dal titolo “Transforming Energy”. Per lei, prima donna vivente, si aprono, infatti, le porte delle Gallerie dell’Accademia, che pur avendo già ospitato altri artisti contemporanei, in questo caso accolgono le opere non solo nelle sale delle esposizioni temporanee, ma anche in quelle dell’esposizione permanente, in un inedito dialogo tra passato e presente. Un incontro emozionante quello fra la Pietà (with Ulay) del 1983, potente rilettura laica e autobiografica del dolore e della cura, con la rinascimentale Pietà (ca. 1575-1576 ) di Tiziano, ultimo capolavoro incompiuto dell’artista, portato a termine da Palma il Giovane. Perché alla base di “Transforming Energy”, rassegna curata da Shai Baitel, direttore artistico del MAM, Modern Art Museum di Shanghai, è proprio l’ incontro di diversi momenti temporali e spaziali, insieme alla costante ricerca su trasformazione, vulnerabilità e resistenza.
La prima volta che vede Venezia, inizia a piangere. Aveva 14 anni
Al centro del percorso che, come di solito accade con Marina Abramovic ˊ, invita alla sperimentazione e al diretto coinvolgimento da parte del visitatore, si trova la serie degli interattivi Transitory Objects. Si tratta di letti e strutture in pietra con incastonati cristalli, quarzo, ametista (il che riporta anche alla tradizionale lavorazione del vetro e dei mosaici a Venezia) , con i quali si può interagire sdraiandovisi sopra, sedendosi o rimanendo in piedi, in un’intensa “trasmissione di energia”. Oltre a questo itinerario immersivo il visitatore può rapportarsi ed emozionarsi con lavori storici, a partire da Rythm 0, performance del 1974, la prima di una serie dello stesso nome, tesa ad indagare le tensioni tra abbandono e controllo, Imponderabilia (1977), dove i due corpi nudi posti a formare una soglia sono immortalati da Giovanna Dal Magro, fotografa delle sue prime performance a Milano, Light/ Dark (1977), con l’ossessiva sequenza di schiaffi tra Marina e Ulay, Balkan baroque (1977), e la più recente Carrying the Skeleton del 2008.
È la prima artista donna vivente a cui si aprono le porte delle Gallerie dell'Accademia