Maurizio Vanni

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Si considera un randagio della cultura e un errabondo delle arti: non ha pianificato la sua vita professionale, ma ha cercato di assecondare le sue curiosità che, strada facendo, si sono manifestate nell'esaltare il suo essere attraverso il fare. La storia dell'arte ha disciplinato la sua irruenza emotiva, il marketing non convenzionale ha aperto la sua mente verso ricerca e innovazione, la museologia ha trasformato la passione in professione facendogli scoprire nella crescita sostenibile una grande opportunità. Girare il mondo lo ha abituato all'ascolto e al confronto con tutte le persone. Le cattedre universitarie gli hanno fatto capire che non si finisce mai di imparare e i molti libri che ha scritto che si evolve e si cambia. Ama narrare perché adora chi narra.

 

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