Un viaggio lungo cinque continenti che attraversa cinque millenni della storia umana
Ne abbiamo parlato con Arturo Galansino, Direttore Generale della Fondazione Palazzo Strozzi.
Questa mostra ci rende orgogliosi. Oltre 80 capolavori sono arrivati da tutto il mondo, e sono frutto di una collaborazione istituzionale con la National Gallery of Art di Washington, con la quale collaboriamo spesso. Questa è infatti la terza mostra che realizziamo insieme, e non finisce qui la nostra collaborazione.
I curatori di Broken, CD Dickerson III e Andrew Sears, hanno raccolto questa preziosa collezione, risultato di tanti anni di lavoro comune. Un ringraziamento va, ovviamente, ai prestatori, ai due team della Fondazione Palazzo Strozzi e della National Gallery of Art e all’editore Marsilio Arte che ha realizzato un libro straordinario.Aggiunge Kaywin Feldman, direttrice della National Gallery: Nel corso di millenni il tempo, gli eventi naturali e le guerre, la devozione, ma anche gli artisti, hanno trasformato le sculture in frammenti che mantengono un'incredibile forza. veramente appassionante è la varietà e la complessità di queste opere. Compaiono interventi antichi di frammentazione fisica e simbolica che si confrontano poi con gli artisti contemporanei. Queste forme sopravvissute suggeriscono che si può incontrare la bellezza anche in reperti fatti a pezzi.
Galansino spiega inoltre:
“Broken” si snoda in 10 sale organizzate in tre principali sezioni. La prima considera il potere del frammento, il modo in cui incarna la presenza e l’assenza e produce emozioni.
La seconda esamina gli eventi che hanno procurato i frammenti. Si vedono le grandi tendenze iconoclastiche, la distruzione dei monumenti, gli attacchi alle immagini durante le rivoluzioni, la distruzione delle immagini sacre.
In un'altra sala si indaga sulle tracce lasciate dalla guerra, sulla distruzione delle opere d’arte e sull’intervento degli operatori del mercato dell'arte che hanno provocato la dispersione di molti reperti. Completa la rassegna l’esposizione di lavori che vanno dall'era premoderna al presente. Ci sono tre installazioni side specific dell’artista olandese-belga Mark Manders, Silent Studio e che riportano questi interrogativi all’epoca attuale. Questa rassegna dimostra quanto il frammento sia una fonte costante di ispirazione e un modo per immaginare un molteplice futuro.
Fino al 24 gennaio 2027