Ripensando L‘ombra - Piacenza, luce, suono e natura protagonisti della collettiva al Magazzino Formaggi

16 Settembre 2026

 

 

L’ombra, nell’arte, è stata spesso associata al vuoto e all’assenza, a ciò che rimane nascosto quando la luce non riesce a rivelarlo completamente. Ma può diventare anche memoria, trasformazione, una presenza che esiste proprio perché qualcosa viene sottratto allo sguardo.

 

Da questa pluralità di significati nasce “Nell’ombra. Luce Suono Natura”, mostra collettiva che inaugura al Magazzino Formaggi dell’ex Consorzio Agrario di Piacenza il prossimo 19 settembre p.v. alle ore 17 (Direttore artistico: Sergio Buttiglieri, curatori: Pierluigi Montani e Mario Ugolotti – fino al 10 ottobre p.v.).

 

I quindici artisti coinvolti interrogano la natura, il suono e il confine sottile fra visibile e invisibile, luce e ombra, attraverso linguaggi differenti e personali, capaci di restituire diverse percezioni di ciò che significa stare nell’ombra.

 

Per esempio, Tommaso Villani parte da un’idea precisa: il paesaggio, per lui, non descrive una geografia riconoscibile, ma affiora come persistenza emotiva di esperienze trasformate dal tempo. L’ombra diventa così il luogo di un’immagine incompleta, uno spazio in cui ciò che appare conserva sempre una parte invisibile. È esattamente il nucleo del suo operato, dove memoria, percezione e materia restano in continua trasformazione.

 

Una dimensione più psicologica e intima assume invece l’ombra nella ricerca di Maura Canepa. Secondo l’artista diventa una sorta di gabbia, una oscurità capace di arrestare il cambiamento, che  cerca di rompere attraverso colore e stratificazioni.

Tessuti, pigmenti e corde costruiscono superfici dense, dove neri profondi incontrano rossi e terre ocra. Il buio, però, non coincide soltanto con una condizione negativa: può trasformarsi nel luogo da cui qualcosa nasce, come un seme che rompe il proprio guscio prima di raggiungere la luce.

 

Nel caso di Emanuele Baistrocchi, la ricerca si concentra invece sul rapporto fra sguardo e spazio. Nel suo lavoro il disegno non rappresenta soltanto una architettura, ma può diventare esso stesso un luogo: finché esiste un limite, esiste la possibilità di uno spazio, ed è lo sguardo dello spettatore a entrarvi e ad abitarlo.

 

Oltre allo spazio, anche la natura modifica il significato dell’ombra, trasformandola da elemento che nasconde a luogo capace di accogliere e proteggere.

 

Antonella De Nisco, con l’installazione All’ombra delle foglie, richiama il concetto di Hagakure, inteso come condizione di discrezione, invisibilità e presenza silenziosa.

 

L’ombra non viene però indagata soltanto attraverso quanto lo sguardo percepisce. Oscar Accorsi, con Oro, riduce l’intervento a luce e suono, eliminando la presenza dell’oggetto. Partendo dal Mi bemolle generatore dell’Oro del Reno di Wagner,  rielabora per un nuovo spazio un’intuizione teatrale del passato, trasformandola attraverso una diversa esperienza percettiva.

 

Questi sono alcuni degli artisti in mostra, tutti accomunati dall’idea che luce e suono diventino strumenti per percepire ciò che non possiede necessariamente una forma visibile e dall’intento di ampliare il significato dell’ombra oltre la semplice oscurità.

 

È proprio nella diversità delle interpretazioni che questa rassegna trova il proprio filo conduttore. L’ombra non assume mai una forma definitiva: può custodire una memoria, delimitare uno spazio, proteggere, nascondere o trasformarsi in una presenza che continua a esistere anche quando non può essere pienamente riconosciuta.

 

Pittura, installazione, natura, luce e suono conducono così lo spettatore attraverso modi differenti di stare nell’ombra. Non più soltanto luogo dell’assenza, ma spazio in cui ciò che normalmente sfugge allo sguardo può trovare una nuova possibilità di essere percepito.

 

 

 

L'Autore

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Dopo la maturità linguistica e qualche esperienza lavorativa approda alla redazione di AW ArtMag. 

Il direttore dice che ha scelto lei tra le numerose candidature, positivamente impressionata dalla sua determinazione e gentilezza. 

Ora sta facendo pratica di editing e giornalismo d'arte. 

Guarda al futuro con gioia. 

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