Una rassegna scandita da più percorsi: dalla Piazza del Duomo al Chiostro di Sant’Agostino, fino al Pontile di Tonfano
"Ho sempre sentito il desiderio di scomporre lo spazio che mi circonda per poi ricomporlo attraverso l'immaginazione". Lo scultore colombiano Gustavo Vélez, nato a Medellín nel 1975 e approdato nel 1996 a Pietrasanta, estrae in particolare dal marmo e dal bronzo forme geometriche da trasformare in emozioni, in inattese sinuosità che non interrompono l'originale rigore ma lo rendono carico di umane tensioni, di avvolgenti dolcezze quasi a voler temperare certe angolosità esistenziali.
Nato a MEDELLÍN nel 1975 è approdato a Pietrasanta dove opera da trent'anni
Come egli stesso ha confessato, i suoi punti di riferimento coinvolgono la sobrietà e la purezza di Costantin Brancusi, l'eccezionale padronanza tecnica di Gian Lorenzo Bernini fino a toccare il conterraneo Fernando Botero dal punto di vista umano ed etico. In apparenza personalità lontane tra di loro che però ci fanno capire che l'arte, quando è tale, non conosce difficoltà di relazioni ma riesce a nutrire il comune, sublime pensiero che ha fatto scaturire in assonanza artistica le varie forme compositive. Per celebrare i suoi trent'anni di attività, Pietrasanta gli dedica fino al 20 settembre una grande mostra, intitolata "Le dimensioni dell'equilibrio", scandita in vari spazi, a cura di Francesca Sborgi con il contributo di Eike Schmidt.
Estrae dal marmo forme geometriche che si trasformano in emozioni e in inattese sinuosità cariche di tensioni umane
Centro emblematico dell'esposizione è Piazza del Duomo dove le opere interagiscono perfettamente con l'ambiente per un dialogo compositivo da moltiplicare in continuo divenire. Tutto questo può accadere grazie ai combinati contrasti contemplativi formulati dal marmo, dal bronzo e dall'acciaio specchiato. Invece all'interno del Complesso di Sant'Agostino sono il silenzio e la memoria del luogo a esaltare i momenti narrativi che sembrano preannunciati dal bronzo Fiamma strategicamente collocato sul sagrato.
Centro emblematico dell'esposizione Piazza del Duomo, dove le sculture interagiscono perfettamente con l'ambiente in un continuo dialogo compositivo
Infine a Marina di Pietrasanta le sculture entrano in suadente simbiosi col cielo/mare che le circonda e pare completarne il destino come suggeriscono per esempio il sinuoso marmo di Carrara intitolato Cara y Envés e il tormentato bronzo di Rítmica VII.
Insomma, Gustavo Vélez non solo è riuscito a trasformare il rigore astratto della struttura di partenza in un più suadente o tormentato rigore interiore suggerito da una stupefacente creatività, ma ha creato un territorio percettivo prodigo di inattese suggestioni per tutti coloro che riescono a entrare in preziosa simbiosi con lui. In tal modo questo suo gesto di modulazione delle forme ha conquistato negli ultimi vent'anni i visitatori che hanno potuto scoprire o riscoprire la personale sensibilità nelle sue opere ospitate in prestigiosi luoghi espositivi dell' America, dell' Europa e dell'Asia.
Nel Complesso di Sant'Agostino il silenzio e la memoria del luogo esaltano i momenti narrativi preannunciati dal bronzo FIAMMA