La rivolta di Carla: Accardi al Museo del Novecento
Nel '47, fa parte del gruppo Forma 1.
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La vita di Salvador Dalì è stata vissuta intensamente, in bilico tra realtà e sogno, di fatto, trasformando la sua stessa esistenza in un universo onirico in cui tutto sarebbe potuto diventare possibile: come gli orologi che si sciolgono portando con loro il tempo.
Artista, certo, ma anche pittore convertito alla critica, critico passato poi alla scultura,
Marina Abramović, “la nonna delle performer” come ama definirsi, a differenza di altre artiste che hanno smesso di esibirsi già negli anni ’80, ha saputo guadagnarsi un posto d’eccellenza nell’Olimpo della
Il Chiostro del Bramante di Roma ospita, fino all’11 aprile, “Banksy - A visual Protest:” l’ultima mostra, ovviamente non autoriz
È già iniziata l’arte del dopovirus? Direi che semmai si è svulippata un’arte che già si affacciava all’orizzonte: quella della nostalgia. Arte di rilettura del nostro passato, ricerca di una infanzia dalla quale la pandemia ci ha colpito traumaticamente, in più di un caso, sottraendoci parenti stretti che hanno assistito la nostra crescita.
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Vuoi per il carattere, vuoi per le origini piemontesi, Claudio Rotta Loria è un artista che, pur con una longevità creativa nell’arte programmata iniziata oltre 50 anni fa, si è sempre tenuto volontariamente ai margini dello showbiz. Defilato, ha intrapreso una strada appartata e silenziosa fatta di una propria ricerca sulle interferenze della luce nei campi spaziali.
Venezia appare come un’entità in perpetuo, liquido movimento: è un’immensa imbarcazione proiettata nel sogno, nella nostalgia di tutti coloro che la frequentano. Per i nativi è un desiderio che si avvera ogni giorno. Per un grande maestro della videoarte e figlio acquisito come Fabrizio Plessi è la proiezione del personale gesto creativo: “La sua fluidità ha inciso enormemente il mio pensiero: Venezia rappresenta la grammatica del mio linguaggio”.