L'Arte è Liberta - In Visita Nello Studio Di Paolo Valle

22 Dicembre 2025

 

 

Per l’artista, instancabile viaggiatore per terra e per mare, la pittura è un punto di confine del mondo e un modo per evocarlo

Raggiungo Paolo Valle nella casa studio in Friuli, la sua postazione è sotto la pergola, piena di grappoli scuri e dorati di uva matura. Sull’immancabile cavalletto, sta mettendo mano a una tela. Lo incontro in quel luogo dove il tempo pare essersi fermato, ma che vedo ogni volta anche differente. Così la sua pittura che, quando credo finalmente di conoscere, è tempo di ricominciare da capo e diventare ancora un po’ nomade, proprio come lui, instancabile viaggiatore per terra e per mare. E devo tenere in mente la sua frase cult: “non si può mai catturare l’orizzonte perché mentre si cerca di farlo si sposta continuamente”. Nella tela in lavorazione, curiosamente, una piccola forma tondeggiante gialla - un acino caduto? - nell’angolo in basso a destra. Là, il giallo è l’unico colore sopravvissuto in mezzo ai bianchi e neri dei segni e delle campiture. Poco  dopo mi confida: “adesso i colori mi infastidiscono”. “E allora perché il giallo?”, chiedo. “Sta bene con il nero”, mi risponde con sorniona ironia. Capisco che non ha senso cercare una spiegazione assennata perché ciò che sfugge alla logica, André Gide insegna, è “quanto v’è di più prezioso in noi stessi”. Allora penso solo che ora il giallo è il suo colore prediletto, necessario forse perché più vicino alla luminosità del bianco. Simbolo orientale di saggezza e gloria, o luce A della purificazione e trasformazione? quel colore caldo, ognuno può attribuirgli un senso.

Chi attraversa i suoi spazi impara a fare scelte che cambiano percorso. Sono luoghi dove i codici si svelano solo a chi osserva con curiosità la vita

L’unica certezza, a prescindere dalla scelta della tavolozza, sono i suoi 60 anni di pittura e di libertà. Insofferente a qualsiasi comparazione stilistica che possa fiaccare il suo daimon, Paolo Valle (classe ’48) continua a attraversare la pittura come fosse il più nobile e il più raffinato dei giochi, quando ovvero si fa struttura, regola e insieme libertà. Chi attraversa i suoi spazi impara a muoversi tra possibilità, a fare scelte che codici si svelano solo a chi osserva con curiosità la vita. Se c’è un punto dove la pittura smette di voler rappresentare il mondo e inizia a evocarlo, in quel punto di confine abita l’arte di Paolo: ha sempre abitato là, anche quando le superfici della tela erano attraversate da arabeschi colorati o diventavano campi di battaglia, piene di sagome che sgomitavano slanci passionali trasbordanti. Ora, mi pare, quei luoghi di confine possono accogliere anche il vuoto e il silenzio. La rinnovata capacità di sintesi si fa partitura musicale che determina una struttura pittorica ritmica mobile, con pause brevi o dilatate. Il silenzio si fa musica del vuoto, e viceversa.

Nelle sue tele, convivono le sagome fantasiose, le citazioni simboliche, le amate grafie primordiali, infantili, selvagge

Il tempo storico è negato e il tempo della creazione si dissolve nella ripetizione delle forme. Sempre convivono le sue sagome fantasiose, le citazioni simboliche, le amate grafie primordiali, infantili, selvagge. Magistralmente bilanciate, le pause danno respiro ai suoni: come quelle di un compositore invitano lo sguardo a danzare tra il vuoto che permette alle cose di apparire e al pensiero di incontrarle. In un’epoca che teme il silenzio e fugge il vuoto, l’opera di Paolo Valle ci riconduce là dove tutto comincia: nel vuoto fecondo, nella pausa prima del nome. 

Queste opere riconducono là dove tutto comincia, nel vuoto fecondo, nella pausa prima del nome

 

 

L'Autore

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Ha sempre amato la pittura, ma si è trovata iscritta al Liceo Scientifico, finito con il minimo sforzo e il minimo dei voti. Il rovello artistico però non si placa e in un solo anno prende la maturità artistica, questa volta con il massimo impegno e quasi il massimo dei voti. Poi Accademia di belle Arti, laurea con lode a Ca’ Foscari e pubblicazione della tesi. Approfondisce studi artistici a Salisburgo e alla passione per l’arte si unisce quella per la scrittura. Convivono ancora felicemente.

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