Distruggo, quindi creo

21 Novembre 2022
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Londra • Cornelia Parker alla Tate

In esposizione i lavori degli ultimi 35 anni fra sculture, film, fotografie, installazioni e ricami 

Una diversa prospettiva può riconfigurare il nostro modo di pensare. Cornelia Parker agisce sull'effetto wow che le sue opere, presenti alla Tate Britain fino al 16 ottobre, generano nello spettatore. L'artista inglese, che già da bambina sviluppa confidenza con la manualità contribuendo all'attività agricola del padre, compie azioni insolite e originali sugli oggetti del suo lavoro: esplode, distrugge, brucia, spara, schiaccia. Poi, riorganizza quanto resta, in un delicato e armonioso equilibrio estetico. Il recupero di materiali deformati ma non annientati, pronti a sprigionare una nuova essenza, a custodire una narrazione nell'astrazione diviene, quindi, opportunità di rinascita. Tra i quasi 100 lavori esposti risalenti agli ultimi 35 anni tra sculture, film, fotografie, installazioni, ricami, troviamo l'iconica Cold Dark Matter: an Exploded View (1991), dove il prodotto della detonazione di un magazzino per attrezzi delle forze armate britanniche, in collaborazione con la scuola di munizioni dell'esercito, è raccolto e riassemblato. L'argento, caro all'artista per la capacità di riflettere e contemporaneamente annerire nel tempo, caratterizza i gruppi di oggetti in Thirty Pieces of Silver (1988-9). Qui, vassoi, regali di nozze ceduti da amici o ninnoli acquistati ai mercatini dell'usato sono stati precedentemente appiattiti da un rullo compressore e disposti in mise en place fluttuanti, che restituiscono la loro tridimensionalità perduta. L'attrattiva per le morti inscenate nei cartoni animati di infanzia si mescola al ricordo biografico della casa demolita in favore di un tratto di tangenziale e trova, nelle tematiche dell'attualità, un'elaborazione degli impulsi distruttivi. Diritti umani, violenza, ecologia, politica sono affrontati con la metafora delle macerie rianimate. L'aria che filtra attraverso i componenti, i giochi di ombra e di luce che si delineano attraverso di essi e si diffondono nell'ambiente circostante creano, dunque, spazi immersivi dalla forte connotazione tensiva. L'alternarsi di vuoti e pieni caratterizza ora quanto prima era compatto, così la materia apparentemente esausta trova linfa in un contesto alternativo.

IN THIRTY PIECES OF SILVER, VASSOI, REGALI DI NOZZE O NINNOLI ACQUISTATI
AI MERCATINI VENGONO APPIATTITI DA UN RULLO COMPRESSORE E RICOMPOSTI IN UN'ALTRA TRIDIMENSIONALITÀ

La rassegna, curata da Andrea Schlieker, prosegue con War Room (2015), dove oltre 300.000 alloggi per papaveri ricavati nei rotoli di carta rossa sospesa rappresentano il buco lasciato dai caduti di ogni guerra; in Perpetual Canon (2004), sono vecchi strumenti musicali appartenenti a una banda di ottoni a esalare l'ultimo respiro prima di essere schiacciati. Se nel '700 Lavoisier, il padre della chimica, insegna che "nulla di crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma", Parker mostra questa continuità indirizzando flussi energetici attraverso la materia dimenticata, rifiutata, negata. 

Cornelia Parker

Londra 

Tate Britain

A cura di Andrea Schlieker

Fino al 16/10 

L'Autore

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Assistente di redazione. Dagli studi linguistici rimbalza a quelli di ingegneria e approda nel digital marketing, attraverso un processo di liberazione cinetica. Performer in una galleria di Pietrasanta, conosce nel 2019 il direttore di AW ArtMag a cui si lega professionalmente, unendo la sindrome di Stendhal per Boltanski all’esaltazione per l’editing. In ufficio, è tête-à-tête col pc. A casa, guarda dalla finestra, pensa, scrive e progetta il prossimo reportage.

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