Jeff Koons marry me

"Jeff Koons marry me”(sposami): la sorprendente scritta a caratteri cubitali è apparsa lo scorso 14 dicembre sul bugnato del rinascimentale Palazzo Strozzi a Firenze, proprio dove è in atto la sua mostra “Shine”. Oltre 100.000 i visitatori, finora: possibile che qualcuna (decliniamo al femminile, considerato il curriculum del maestro) fra un Rabbit, un Balloon dog e un Hulk si sia innamorata a tal punto da chiederlo in marito? E in una maniera così plateale e sconsiderata, poi. Magari - fantastichiamo - l’autrice potrebbe anche essere una nuova o vecchia fiamma intenzionata a dare una spintarella allo sfuggente amato. Raptus passionale, esaltazione romantica o, chissà, calcolo: quale che sia la ragione alla base del beau geste (si fa per dire) la signorina se la dovrà vedere con la giustizia, sempre che le telecamere riescano a individuarla e i poliziotti ad acciuffarla. In Italia, imbrattare muri è un reato annoverato fra gli atti vandalici, passibile di multa e reclusione, maggiorate se oggetto del deturpamento sono edifici di importanza storica. Il punto è che il massimo della pena prevede (cavilli ed eccezioni a parte) un anno di reclusione, che tanto nessuno sconta mai, o una sanzione pecuniaria di 3000 euro. Un investimento modesto a fronte del sogno di far convolare nuovamente a nozze il fascinoso - de gustibus - americano. Del resto, Jeff porta benino i suoi 67 anni, è il più pagato e più facoltoso artista vivente.

Si direbbe il classico buon partito per fanciulle ambiziose in cerca di accasarsi con qualcuno che possa garantire agiatezza economica, brillante vita mondana o, mal che vada, quel quarto d’ora di celebrità di cui parlava Warhol. Ma la benedetta, assieme ingenua e sfrontata, ragazza evidentemente non avrà mai letto l’Ars amatoria di Ovidio, l’Educazione sentimentale di Flaubert, l’Amante di Lady Chatterley di Lawrence. Quando si mira così in alto, è necessario prepararsi, andare a scuola di seduzione, trarre ispirazione, senza esagerare, da Cleopatra, Messalina, Teodora, Lucrezia Borgia. Bisogna sapere che stupire, se è molto, non è tutto. Inoltre, se si punta al matrimonio, sfregiare un monumento di inestimabile valore non renderà agli occhi dell’agognato sposo più attraenti, più pericolose, semmai. Che si è messa in testa: crede davvero
che lui si lasci trascinare da cotanto indomito ardore, abbandoni la seconda moglie, i sei figli avuti da lei e le corra incontro raggiante, pronto a pronunciare il suo terzo fatidico sì? Oltretutto, di figli ne ha otto in totale: una bambina avuta quando era ancora studente non sposandone la madre, l’altro ancora da Ilona Staller, alias Cicciolina, sua prima moglie. E non si può dire, almeno stando alle cronache, che lui abbia largheggiato con l’assegno divorzile. Dunque, Jeff sarebbe ricco ma ingeneroso? Anche carattere e comportamenti andrebbero analizzati prima di sbilanciarsi. Una bella fortuna per l’intrepida pulzella il silenzio del maestro.

L'Autore

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Nella sua geografia dell’anima ha Venezia, la città natale, nel cuore e la Versilia eletta a buen retiro. Quando nell’adolescenza le chiedevano che cosa avrebbe desiderato fare da grande, rispondeva sicura: viaggiare e scrivere. Così, per raggiungere lo scopo, si è messa a studiare lingue prima, lettere poi.  E sono oltre 30 anni che pubblica romanzi, saggi, scrive articoli, gira per il mondo. Ci sono tre cose - dice - di cui non può fare a meno: il mare, la scrittura, il caffè. Ah: è il direttore responsabile di AW ArtMag.

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