Cercando L’Anima Mundi – Venezia: Franco Beraldo alla Glass Week 2025

 

 

Un anno fa, la mostra “Lo spazio infranto” a Palazzetto Tito a Venezia - in concomitanza di “The Venice Glass Week 2024” - mostrava la ricerca di Franco Beraldo tra pittura e vetro, una ricerca che continua a stupire e che si rinnova ora nello spazio Marina Bastianello Gallery e nell’ambito dell’attuale edizione di “The Venice Glass Week 2025”.

Si tratta di un piccolo, ma prezioso gruppo di opere, tutte datate 2025, con anche una grande tela (Composizione, cm 160x200) che fa da contrappunto ai dieci vetri bianchi e neri. In tutta la rassegna, un’unica concessione al rosso, quella del vaso che sta solitario nella sala d’ingresso, tra altre due piccolissime tele (cm 25x25). Franco Beraldo ha sempre puntato all’essenzialità e all’armonia formale, qui, eliminata anche ogni traccia di oro – riferimento comunque prezioso per l’artista – la sintesi dei bianchi e dei neri si fa assoluta. È ininterrotta e interdipendente di pieni e vuoti, di luce e ombra, di forme spezzate che si rincorrono tra gli impasti geometrici della compatta materia vitrea. L’artista non smette di indagare le dualità opposte e complementari, che si definiscono solo nella loro esistenza reciproca e, così facendo, riesce sempre a suggerire metafore di vita.

Nella sala, lo sguardo, da qualsiasi punto di vista, non è mai interrotto: come un lento flusso d’acqua passa da un vetro all’altro, aiutato anche dal focus visivo dell’allestimento, per poi virare verso la grande tela della parete di fondo. Là, il gesto si fa folgorante intuizione, traccia inaspettata e sorprendente per lo stesso artista che, per un attimo, può godere di aver catturato e liberato nello spazio, come in un piroettante passo di danza, qualcosa di vitalisticamente imprendibile. Per un tempo indefinito, nella meraviglia dell’accadimento, tutto si ferma e ricomincia.
Nei vetri scelti per l’occasione, nessuna sutura visibile, come in alcuni precedenti, nessun atto riparatore: solo forme affusolate, avvolgenti. L’insegnamento dell’arte giapponese del Kintsugi, come principio generatore di ogni esperienza di trasformazione e rinnovamento, si fa sobrietà: Shibui.
Ancora, con rara vitalità, il pensiero di Beraldo (classe ‘44) spezza l’oscurità, cercando, tra le righe di testi filosofici e di culture orientali, quell’anima del mondo che procede per necessità e si fa forma.

 

 

 

The Author

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She has always loved painting but found herself enrolled in a Scientific High School, finishing with minimal effort and grades. The artistic dilemma, however, doesn't subside. In just one year, she completes her artistic maturity, this time with maximum effort and nearly top grades. Then, she attends the Academy of Fine Arts, graduates with honors from Ca' Foscari, and publishes her thesis. She further explores artistic studies in Salzburg, combining her passion for art with a newfound love for writing. The two coexist harmoniously.

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